«La giustizia deve saper entrare nelle storie delle persone, nei loro dolori e nelle loro ferite. E deve saper guardare sempre dal punto di vista degli ultimi». Lo ha dichiarato la senatrice del Partito democratico Enza Rando, intervenendo in Senato all’iniziativa “Alla stazione successiva: la giustizia ascoltando De André”, dedicata alle ragioni del No al referendum sulla riforma della giustizia.
«Il libro di Raffaele Caruso e le riflessioni che abbiamo ascoltato oggi – ha spiegato Rando – ci ricordano quanto sia importante interrogarsi su che cosa significhi davvero una giustizia giusta. Una giustizia capace di avvicinarsi alle persone, di parlare un linguaggio comprensibile, di tenere insieme il dolore delle vittime e la necessità di responsabilità e verità».
La senatrice ha sottolineato il valore del ruolo della persona offesa nel processo: «Ogni processo porta con sé un dolore: quello di chi ha commesso un reato ma soprattutto quello di chi lo ha subito. Per questo è fondamentale rafforzare l’attenzione verso le vittime e verso chi rappresenta interessi collettivi».
Rando ha quindi richiamato anche il messaggio civile di Fabrizio De André: «Nelle sue canzoni c’è sempre lo sguardo verso chi resta ai margini. È uno sguardo che dovrebbe guidare anche il modo in cui pensiamo la giustizia».
Da qui il riferimento al referendum: «Quando si mette mano alla Costituzione – ha affermato la senatrice Pd – bisogna farlo con rispetto e condivisione. La Costituzione è il patrimonio di tutti gli italiani e non può essere modificata in modo unilaterale, con testi blindati e senza un vero confronto. Per questo – ha concluso – continuiamo a dire con convinzione che la difesa della Costituzione e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato è una delle ragioni fondamentali del nostro No».


Ne Parlano