Giustizia,
Roma, 24 giu. (askanews) – “Le parole del presidente dell’ANM
confermano i rilievi critici che avevamo espresso
sull’introduzione del GIP collegiale. Siamo di fronte a un
rischio concreto di rallentamento delle procedure cautelari e,
conseguentemente, di indebolimento degli strumenti di prevenzione
e contrasto dei reati mafiosi”. Lo dichiara la senatrice Enza
Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito
Democratico.
“Le misure cautelari – ha aggiunto – rappresentano uno strumento
essenziale soprattutto nei procedimenti per criminalità
organizzata, dove tempestività ed efficacia dell’intervento
giudiziario sono decisive. Se, come evidenziato dall’ANM,
l’applicazione del GIP collegiale rischia di determinare carenze
di organico, spostamenti di magistrati da altri settori e
rallentamenti nelle decisioni, è dovere della politica ascoltare
questi segnali e intervenire”.
“Non possiamo permetterci che scelte normative prive di un
adeguato supporto organizzativo finiscano per compromettere la
capacità dello Stato di contrastare le organizzazioni mafiose e
di garantire una risposta rapida nei procedimenti più delicati.
La lotta alle mafie – sottolinea – richiede strumenti efficaci,
risorse adeguate e una piena valorizzazione dell’esperienza di
chi opera quotidianamente negli uffici giudiziari. Il Governo
ascolti i rilevi e intervenga per correggere misure dannose per
il sistema, la lotta alle mafie deve tornare al centro
dell’agenda politica”, conclude Rando.