“La straordinaria ondata di calore non è cosa diversa dalla grande questione energetica che necessità un intervento ben più corposo di quello che fa questo decreto. Il tema dell’indipendenza energetica e dell’investimento in energie alternative e rinnovabili sono temi strategici e vanno affrontati a livello europeo. Cosa che il nostro governo non sta facendo”. Lo ha detto la sen. Cristina Tajani in dichiarazione di voto per il PD sul decreto carburanti.
“Non sono accettabili gli atteggiamenti irridenti nei confronti degli sforzi europei per affrontare la crisi energetica, quando invece serve un coordinamento delle politiche europee – ha aggiunto – I governi sovranisti sono ideologicamente incapaci di far fronte ai cambiamenti climatici, a meno che non vogliano remigrare le ondate di calore”.
“Lo sviluppo delle fonti rinnovabili è in grave ritardo rispetto agli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), a dispetto di quanto è venuta a raccontare in Senato la presidente Meloni – ha proseguito – A inizio 2026, risulta conseguito poco più di un terzo dell’obiettivo fissato al 2030 per le nuove installazioni, con un rischio di slittamento stimato in oltre cinque anni. Un ritardo imputabile alla politica energetica predisposta dal Governo e alla lentezza dei procedimenti autorizzativi, con tempi sino a 6 anni per il fotovoltaico e a 7-8 anni per l’eolico, a fronte dei 12-24 mesi di molti Stati membri”.
“Questo provvedimento è un pannicello caldo che serve a poco a cittadini e imprese – ha concluso Tajani – Per contrastare il riscaldamento globale e le problematiche ad esso collegate serve strategia e un pensiero lungo di cooperazione internazionale. Più dei bisticci con Trump, saranno le ondate di calore a seppellire questo governo”.