“Le donne hanno rappresentato una vera rivoluzione nel percorso dell’antimafia sociale e culturale del nostro Paese. Penso alle madri e alle familiari delle vittime innocenti, da Felicia Impastato alla madre di Antonio Montinaro, donne che hanno trasformato il dolore in impegno pubblico, rompendo il silenzio e chiedendo verità e giustizia”. Lo ha dichiarato la senatrice Vincenza Rando, responsabile nazionale Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico, intervenendo oggi a Foggia nell’ambito della “Scuola popolare Antimafia” organizzata da Libera durante l’incontro dedicato al tema “Donne, mafia e antimafia”.

All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, anche Francesco Gianella, procuratore di Bari e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia.
Nel corso del suo intervento, Rando si è soffermata in particolare sul percorso del ddl “Liberi di scegliere”, sottolineando l’importanza della tutela dei minori provenienti da contesti mafiosi e del diritto dei figli delle famiglie criminali a poter costruire un futuro diverso.
“Non possiamo accettare l’idea che il destino di un bambino sia già scritto dal contesto familiare o territoriale in cui nasce. Lo Stato deve avere il coraggio e la forza di offrire alternative concrete, protezione, percorsi educativi e strumenti di emancipazione. Il ddl ‘Liberi di scegliere’ nasce proprio da questo principio: garantire ai minori la possibilità reale di sottrarsi alla cultura mafiosa e di scegliere liberamente la propria vita”.

“La lotta alle mafie – ha aggiunto Rando – passa anche dalla capacità delle istituzioni di accompagnare e sostenere quelle madri che decidono di spezzare il vincolo con i contesti criminali, mettendo al centro la sicurezza e il futuro dei propri figli”.


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