«I tagli alla scuola previsti dalla legge di Bilancio rappresentano una scelta grave e miope, che colpisce non soltanto il personale scolastico, ma la qualità della didattica e il futuro delle giovani generazioni. Quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale Ata, che si aggiungono alle riduzioni già previste negli anni precedenti, significano indebolire ulteriormente la scuola pubblica e la sua capacità di garantire a tutte e tutti le stesse opportunità». Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Enza Rando, componente della commissione Scuola.
«La scuola dovrebbe essere il primo investimento di un Paese che guarda al futuro, uno strumento fondamentale per contrastare le disuguaglianze, la povertà educativa e la dispersione scolastica. Il Governo continua invece a considerare l’istruzione una voce di spesa da comprimere, anziché una priorità strategica. Chiediamo che questi tagli vengano cancellati durante l’esame parlamentare della manovra. Investire nella scuola significa investire nella libertà, nell’autonomia e nel futuro delle nuove generazioni. Più scuola significa educare alla cittadinanza, formare giovani che scelgono di partecipare e non restare indifferenti», conclude Rando.