“Le Prefetture dell’Emilia-Romagna rischiano di perdere un patrimonio unico di competenze nella lotta alle infiltrazioni mafiose. La cosiddetta squadra delle interdittive antimafia composta da 18 funzionari altamente specializzati, dal 2014 ha garantito un contributo decisivo alla ricostruzione post-sisma e alla prevenzione amministrativa antimafia. La mancata proroga dell’accordo tra Ministero e Regione Emilia-Romagna, scaduto nel 2024, ha portato al loro rientro in Regione, lasciando scoperti uffici strategici nelle Prefetture di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara”. Lo denuncia la senatrice del Partito Democratico Enza Rando, prima firmataria di una interrogazione al Ministro dell’Interno Piantedosi.
Secondo la senatrice dem, il rischio è “il depauperamento immediato di competenze tecniche e investigative che non possono essere sostituite in tempi brevi, nemmeno con un eventuale concorso pubblico in fase di studio”. I dati più recenti della DIA, ricorda, “documentano come il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nella regione resti significativo, con oltre cento interdittive emesse solo nel 2024”.
Nell’interrogazione, Rando chiede al Viminale “quali siano le ragioni del mancato rinnovo dell’accordo”, e quali iniziative urgenti intenda adottare per “evitare un indebolimento dell’azione di prevenzione nelle Prefetture, assicurando continuità al lavoro svolto in questi anni”. La senatrice insiste anche sulla necessità di “una soluzione transitoria che mantenga in servizio il personale esperto fino all’ingresso e alla piena formazione dei nuovi assunti”.
“In un territorio esposto e strategico come l’Emilia-Romagna – conclude – indebolire gli uffici antimafia sarebbe un errore grave. Lo Stato deve garantire continuità, competenze e presenza, non arretrare”.


Ne Parlano