“Il 19 luglio di trentatré anni fa, in via D’Amelio a Palermo, veniva assassinato il giudice Paolo Borsellino insieme agli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Un attentato che ha segnato in modo indelebile la coscienza del nostro Paese, una ferita profonda nella storia della Repubblica e della lotta alla criminalità organizzata. Ricordare oggi quella strage non è solo un esercizio di memoria, ma un atto politico e civile. Significa rinnovare il nostro impegno per la verità – tutta la verità – su quanto accadde prima, durante e dopo quella strage. Significa affermare che la lotta alla mafia non è solo compito della magistratura e delle forze dell’ordine, ma una responsabilità collettiva, che chiama in causa le istituzioni, la politica, la società civile”. Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità, lotta alle mafie e trasparenza del Partito Democratico.
“A 33 anni di distanza – prosegue Rando – siamo tornate a Palermo insieme alla segretaria Schlein per chiedere giustizia per quelle vite spezzate e trasparenza su quegli eventi oscuri che, come ci ricordano sentenze e inchieste, restano ancora oggi segnati da depistaggi e omissioni”.
“La mafia esiste ancora, e spesso si muove nei silenzi, nelle collusioni, nei vuoti lasciati dalla politica. Combatterla – aggiunge la senatrice – vuol dire anche costruire uno Stato credibile, capace di garantire diritti, lavoro, cultura, giustizia. Vuol dire difendere ogni giorno la legalità democratica contro ogni forma di violenza e intimidazione”.
“Oggi, davanti alla memoria di queste vittime, rinnoviamo l’impegno a essere degni della loro eredità. A cercare la verità, a difendere la giustizia, a non smettere mai di credere – conclude Rando – che un’Italia libera dalle mafie sia possibile.”