“E’ adesso che si deve progettare il
dopoguerra, ragionare sul presente e gettare le basi del futuro.
Il grandioso progetto del corridoio Indo-Mediterraneo è parte di
questo futuro in costruzione. Ed è giusto che Trieste sia punto
nodale per il collegamento tra India, Medio Oriente e Europa”.
Così in una nota la senatrice Pd del Friuli Venezia Giulia,
Tatjana Rojc, intervenuta oggi all’evento ‘Priority Actions:
Upper Adriatic Interoperability & Balkan Connectivity’, dedicato
agli investimenti infrastrutturali e alla cooperazione logistica
tra Alto Adriatico, Europa centrale e Balcani.
La senatrice fa riferimento allo scalo di Trieste come a un
“porto-regione a servizio del Paese” sottolineando al contempo
come ci siano “dei nodi che solo il governo può assumersi la
responsabilità di prendere in mano”, collocando tra questi “i
negoziati per l’allargamento dell’Ue ai Balcani occidentali” e la
questione della extradoganalità del porto di Trieste.
“Facciamo un passo concreto anche noi per costruire questo
corridoio- ha conclude Rojc- sapendo che il Porto Franco
internazionale di Trieste è un imprescindibile corollario di
Imec, anzi vorrei dire che è la controprova che si fa sul serio”.