“Non avete voluto ascoltare nulla,
non avete voluto far tesoro delle esperienze del passato, avete
pensato che vincere le elezioni vi desse la facoltà di fare e
disfare a prescindere dell’evoluzione delle istituzioni. E per
questo, per tenere accesa una speranza, dobbiamo votare contro”.
Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd) oggi in Aula alla
dichiarazione di voto sulla riforma dello Statuto speciale del
Fvg.
“L’abolizione delle province è stata votata all’unanimità e
ricordarlo oggi – ha constatato Rojc – suscita il fastidio del
centrodestra. Il Consiglio regionale Fvg ha votato dopo un
confronto molto approfondito e ha coinvolto realtà e comunità
locali”. Era stato il ministro “Ciriani a premere a freddo il
grilletto della crisi” che poi si era esaurita “tra titoli di
scatola sui giornali, delegazioni ritirate dalla Giunta e un
pellegrinaggio di Fedriga dalla presidente Meloni”, e “in due
legislature regionali non c’è stata nessuna riforma, solo il
declino demografico, la spesa effimera dell’ abbondanza di
risorse che viene dalla specialità, il tracollo della sanità”.
Per Rojc “la resurrezione delle province è l’unico punto
programmatico che il centrodestra in particolare la Lega potrà
vantare di aver realizzato”. “Servirebbe un confronto
strutturato e istituzionale tra Regione e Comuni” ha aggiunto
Rojc precisando che “i Comuni devono essere protagonisti del
processo di riordino, perché sono il primo presidio
istituzionale e il front office dello Stato e non possono essere
esclusi dalle decisioni che riguardano le autonomie locali e i
servizi essenziali”. La senatrice, che è espressione della
minoranza slovena, ha ammonito “quanti si fanno blandire dal
profumo dell’attuale maggioranza, cui voglio dire che tornare
alle province com’erano e dov’erano non porterà nulla alla
tutela e alla valorizzazione delle minoranze”.