“Con questo provvedimento si è riaperto uno spiraglio di discussione e si è cominciato a prendere in considerazione il fatto che, seppur solo in specifiche situazioni come quelle dell’alcoldipendenza e tossicodipendenza, la pena possa non essere esclusivamente quella in carcere. Abbiamo apprezzato il fatto che ci sia stata una discussione vera sia in commissione che in aula. Restano criticità manifeste come i soli 500 posti finanziati, quindi pochissimi. Inoltre è evidente un approccio di affidamento ancora troppo di natura privatistica per una funzione tipicamente pubblica, pur considerando l’importanza del lavoro delle varie realtà e associazioni che operano nel settore. Su questo i nostri correttivi sono stati accolti solo in parte. Noi vorremmo che a partire dal metodo utilizzato su questo provvedimento si aprisse una discussione sul tema dell’esecuzione della pena: abbandonare definitivamente il “buttare via la chiave” per aprire un confronto vero sull’ampio ventaglio di proposte che abbiamo depositato in Parlamento. Si parta dall’impegno assunto dal Governo con l’approvazione del mio ordine del giorno sui 18 mesi di pena residua da scontare in detenzione domiciliare per i reati di non grave allarme sociale”.
Lo ha detto in aula la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando, annunciando il voto di astensione del Pd sul ddl in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti.


Ne Parlano