“Prendiamo atto del disinvestimento della famiglia Agnelli-Elkann rispetto al settore industriale e manifatturiero, con circa quindicimila addetti compreso l’indotto per un gruppo presente in 160 paesi, che registra un ricavo di oltre 15 miliardi di euro, con importanti stabilimenti manifatturieri, centri di ricerca, reti commerciali. Non è una mera operazione finanziaria, ma un fatto che investe il panorama industriale italiano e non certo una variabile indipendente rispetto alle politiche industriali e del lavoro nazionali e regionali. Il silenzio assordante del governo e della Regione Piemonte in un contesto in cui il sistema automotive italiano è stato progressivamente smantellato con il Piemonte che ha pagato e sta ancora pagando il tributo più alto in termini occupazionali e di sviluppo. Non a caso a oggi, in maniera uniforme, un deciso grido d’allarme viene da tutte le organizzazioni sindacali, compresa l’associazione Quadri. Chiediamo quindi che la questione venga formalmente trattata nelle sedi istituzionali nazionali e regionali, con il coinvolgimento di tutte le forze politiche e dei sindacati”.
Lo dichiarano la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando e la consigliera regionale Nadia Conticelli.