“La cosa che mi colpisce è la fretta, la velocità che il Governo e la maggioranza che gli è assoggettata e asservita hanno voluto imprimere a questo provvedimento. Come se arpionare la Corte dei Conti fosse più pressante che fare un decreto aiuti per l’Ucraina” visto che “mancano soltanto quattro giorni alla scadenza. Come se ridurre la Corte dei Conti a un ufficio tecnico del Governo fosse più urgente che non difendere Kiev dai missili che stamattina si sono abbattuti su una capitale europea. Vi preme più lo scudo erariale che lo scudo aereo, altro che silenzio-assenso”. Così nell’Aula di Palazzo Madama il senatore dem, Filippo Sensi.
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