“Il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri risulta ampiamente insufficiente rispetto alle attese dei cittadini e delle imprese. Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale non prevede il ricorso allo strumento dell’accisa mobile, limitando l’intervento del governo ad una riduzione temporanea, della durata di soli 20 giorni, dell’accisa sulla benzina e sul gasolio da 67,290 centesimi/litro a 47,290 centesimi/litro, per un onere complessivo di 417 milioni di euro. Tale misura è stata affiancata da un credito d’imposta da 10 milioni di euro a favore degli autotrasportatori, da un credito d’imposta da 10 milioni per le imprese esercenti l’attività di pesca e da una norma bandiera sulla speculazione, di dubbia efficacia.
Non comprendiamo perché il governo non abbia voluto attivare gli strumenti normativi relativi alle accise mobili, proposta che era stata avanzata dal Pd e su cui nei giorni scorsi sembrava potesse esserci una apertura da parte dell’esecutivo.
Per questo insistiamo: con una una interrogazione al ministro dell’Economia chiediamo di sapere quali siano le motivazioni che impediscono al governo di attivare gli strumenti normativi già vigenti relativi all’accisa mobile sui carburanti e di emanare con urgenza il decreto interministeriale, eventualmente accompagnato da misure complementari per i soggetti più vulnerabili.
Alla luce dell’evidente insufficienza delle misure previste dal decreto vogliamo poi sapere quali ulteriori misure intenda adottare il Governo per compensare l’incremento dei prezzi dei carburanti alla pompa, e se fra queste intenda fare ricorso anche allo strumento dell’accisa mobile considerato che l’accisa mobile, qualora attivata, è in grado di compensarne soltanto una parte”. Così la senatrice Cristina Tajani, capogruppo Pd in commissione Finanze a Palazzo Madama.


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