“Il decretino fiscale che il Senato approva con il voto contrario del Pd è di cartapesta, distribuisce briciole a pochi, ma i bisogni di lavoratori e imprese ci attendono ancora fuori dalla porta dell’Aula. La rivoluzione fiscale può attendere. Infatti la settimana prossima la maggioranza concederà al governo l’ennesima proroga al completamento della relativa delega”. Lo ha detto in Aula la senatrice Cristina Tajani, capogruppo del Pd nella Commissione Finanze.
“Alla luce del contesto economico internazionale e all’indomani dell’accordo USA-UE sui dazi con tutte le conseguenze negative per il nostro sistema d’impresa e per i nostri lavoratori – ha detto Cristina Tajani – è amaramente evidente la pochezza e l’inconsistenza di questo decretino. Per l’Esecutivo e per la maggioranza è infatti urgente e necessario stabilire per decreto che le spese di viaggio, vitto e alloggio, sostenute all’estero anche se effettuate con mezzi non tracciabili possono essere detassate; è urgente offrire uno scudo ai controlli dell’amministrazione finanziaria sulle operazioni straordinarie delle associazioni tra professionisti; è una priorità del sistema fiscale restringere i soggetti obbligati al regime dell’addizionale Irpef sui compensi variabili (bonus e stock options), operazione che costa 1 milione di euro l’anno allo Stato e che va a vantaggio di super manager. Mascherato da provvedimento tecnico, c’è inoltre l’ennesimo condono fiscale. L’articolo 12-ter infatti reintroduce l’imposta sostitutiva per le annualità ancora accertabili dei soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale 2025-2026, a dimostrazione che senza la spintarella dei condoni, lo strumento bandiera della riforma fiscale del governo, cioè il Concordato Preventivo Biennale, non funziona e non genera quel gettito atteso su cui il governo faceva affidamento”.


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