“Dobbiamo ricordare la ferita di Genova 2001, una ferita che dopo 25 anni rimane ancora aperta nel cuore democratico del nostro Paese. Ero una studentessa di economia e con i miei colleghi ci occupavamo di studiare gli effetti della Cobin-tax preoccupandoci delle diseguaglianze che sarebbero diventate con gli anni molto più cogenti. Quel movimento aveva molte ragioni”. Lo ha detto in aula la senatrice del Pd Cristina Tajani.
“Genova 2001 è rimasta l’immagine grottesca di una città smaterializzata – ha aggiunto – con la macchia della condanna della Cedu all’Italia per il reato di tortura, la più grande sospensione dello stato di diritto in un Paese democratico dopo la Seconda guerra mondiale. La brutalità inaudita che si scaricò sui manifestanti inermi, le torture di Bolzaneto e le prove false hanno ferito a morte il rapporto tra cittadini e forze dell’ordine”.
“Bisogna ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e Stato – ha concluso Tajani – riaffermando la piena responsabilità di tutti coloro che sono nella catena di comando. L’esatto contrario di quello che fa la destra in questi giorni, ostacolando la trasparenza e alimentando la cultura del reciproco rispetto. Unico vero presidio della democrazia e della libertà”.