“Più spesa per la sicurezza non
significa meno welfare. Con la creazione del fondo Safe l’Europa
dice proprio questo: fondi comuni aggiuntivi per aumentare la
difesa senza tagliare il welfare. La sicurezza di una democrazia
non dipende soltanto dalle sue capacità militari, ma anche dalla
qualità delle sue istituzioni e dalla fiducia che i cittadini
hanno nella continuità di servizi e diritti”. Lo scrivono in una
lettera gli esponenti riformisti del Pd Alfredo Bazoli, Nicola
Carè, Graziano Delrio. Piero Fassino, Giorgio Gori, Lorenzo
Guerini, Roberto Montanari, Simona Malpezzi. Virginio Merola,
Lia Quartapelle, Filippo Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa.
“Per questo una coalizione di centrosinistra che voglia davvero
rappresentare un’alternativa alla destra sovranista deve partire
da qui. La destra ha fatto perdere all’Italia quattro preziosi
anni, osteggiando qualsiasi passo avanti per una maggiore
integrazione europea, nel nome di una vagheggiata unità
dell’Occidente che veniva picconata da Donald Trump sia
internamente che contro gli alleati. Noi faremo la scelta
opposta: più Europa, più democrazia europea, più sovranità
condivisa”. Per i riformisti Pd “rispondere alla richiesta del
popolo ucraino non significa alimentare la guerra, ma difendere
il principio sul quale si fonda la stabilità europea, i suoi
valori, la democrazia, la libertà: nessun Paese può decidere con
le armi il destino di un altro. Se accettassimo con fatalismo di
lasciare l’aggredito nelle mani dell’aggressore, renderemmo ogni
confine più fragile e ogni popolo meno libero”.