Interrogazione a Giorgetti
“Nei giorni precedenti alla scadenza del 30 aprile, i Centri di Assistenza Fiscale hanno segnalato gravi anomalie nelle Certificazioni Uniche 2026, dovute a errori nella compilazione da parte dei sostituti d’imposta. In particolare, riguardano l’errata indicazione delle somme che non concorrono alla formazione del reddito e la mancata o incompleta indicazione, nelle annotazioni, dei redditi riconducibili agli articoli 49 e 50 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917.
Queste criticità impediscono ai lavoratori dipendenti di verificare correttamente il diritto alle misure di riduzione della pressione fiscale previste dai commi 4 e 9 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2024, n. 207, tra cui la cosiddetta ‘somma aggiuntiva’ e l’ulteriore detrazione per redditi da lavoro dipendente.
A seguito delle segnalazioni, l’INPS ha già riemesso circa 3 milioni di Certificazioni Uniche 2026, ma molte risultano ancora potenzialmente errate. Nel frattempo, numerosi contribuenti hanno già presentato la dichiarazione dei redditi: in questi casi, gli errori nelle certificazioni possono comportare il blocco dei modelli 730/2026 e Unico PF/2026, poiché i CAF non possono inserire dati difformi rispetto a quelli certificati.
In assenza di un intervento tempestivo, aziende ed enti rischiano sanzioni fino a 100 euro per ogni certificazione corretta (ridotte a circa 33 euro se la correzione avviene entro il 16 maggio), con un tetto massimo di 50.000 euro per sostituto d’imposta.
Per questi motivi ho chiesto al governo, con una interrogazione al Ministro dell’Economia di riaprire i termini per l’invio ai contribuenti delle Certificazioni Uniche corrette; di garantire l’aggiornamento della dichiarazione precompilata, ai sensi del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, con i dati rettificati; di prevedere l’esclusione o una significativa riduzione delle sanzioni per i sostituti d’imposta che procedono rapidamente alla correzione degli errori.
È necessario un intervento urgente per tutelare i contribuenti, evitare effetti distorsivi e garantire che le dichiarazioni fiscali riflettano la reale situazione dei cittadini”. Così la senatrice Cristina Tajani, capogruppo Pd in commissione Finanze a Palazzo Madama.