“Il partito Democratico ha votato in
modo convintamente contrario al decreto sulle accise, un
provvedimento iniquo e inefficace, il quarto e crediamo l’ultimo
della serie sui carburanti, che ha confermato come il governo
della destra non abbia una strategia di politica energetica ed
industriale”. Lo dice la senatrice Cristina Tajani, capogruppo
del Pd nella commissione Finanze, che e’ intervenuta in Aula in
dichiarazione di voto.
“Siamo arrivati al quarto decreto sul tema carburanti –
sottolinea – e la stanchezza deve avere colto anche i colleghi
di maggioranza, che questa mattina hanno fatto venir meno per
tre volte il numero legale e che per un pelo hanno evitato una
figuraccia di fronte alla presidente del Consiglio. Credo che
sia una stanchezza dovuta alla consapevolezza che non si possa
andare avanti a lungo con interventi di questo tipo, temporanei
e iniqui”.
“Il governo ha utilizzato circa 1,5 mld sottratti alla spesa dei
ministeri con tagli quasi lineari particolarmente dolorosi per
sanita’, universita’ e ricerca. Ma non tutte queste risorse sono
andate a beneficio dei consumatori finali, molta parte e’
rimasta imbrigliata lungo la filiera, con speculazioni evidenti
di chi ha gonfiato profitti ed extra profitti e l’iniquita’
dello sconto di pochi centesimi alla pompa per chi aveva un suv
cosi’ come per chi aveva un’utilitaria. Con l’evidente
paradosso, per esempio, di sottrarre risorse ai fondi per le
metropolitane nelle aree urbane, per poi dover inserire altre
risorse per il rinnovo dei contratti Tpl. Si poteva procedere in
maniera diversa e investire meglio queste risorse? La risposta
e’ certamente affermativa. E il tempo dedicato in Parlamento a
questi decreti si poteva utilizzare per discutere di come
utilizzare le risorse ottenute dalla Commissione europea nella
misura di 14 miliardi di flessibilita’ ulteriore nel 2026-2028,
ma per interventi di investimento e non per la spesa corrente.
Come vogliono utilizzare queste risorse? Non e’ dato saperlo, ma
il vero banco di prova politico della maggioranza e’ quale idea
strategica abbia per l’autonomia energetica del Paese”,
conclude.


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