“Bene ha fatto il governo per un piano a difesa di tutte le filiere, dal turismo alla cultura. L’Italia è una grande potenza culturale. Questa crisi però non colpisce tutti alla stessa maniera e c’è chi rischia di essere cancellato. Ad iniziare dalle imprese indipendenti e i lavoratori non garantiti, i freelance, gli intermittenti, quei lavoratori che sono invisibili perchè manca in Italia lo status dei lavoratori artistici e degli operatori culturali”. Lo ha detto il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della commissione Cultura, intervenendo in Aula nel corso dell’informativa del ministro della Cultura.

“Questa crisi ha aggiunto – amplifica le diseguaglianze, non basta tamponare le emergenze, serve una riforma radicale. Ad iniziare dal Fondo unico per lo spettacolo che va allargato, proseguendo con una ridistribuzione più equa del diritto d’autore. Abbiamo bisogno di un grande soggetto pubblico che promuova la creatività e sia fabbrica di nuovi talenti anche con quote di produzione indipendente. Serve creare le misure per tornare a cantare, ballare, recitare in sicurezza, sarà una riconquista per un Paese che vuole ripartire”.


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