“Le cifre parlano da sole. Nelle carceri italiane, a fronte di una capienza effettiva di circa 46.300 posti, sono detenute 64.741 persone: oltre 18.400 in più. Rispetto a sei mesi fa i detenuti sono aumentati di 1.342 unità. Altro che riduzione del sovraffollamento”.
Lo dichiara il senatore Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Antimafia e segretario della Commissione Giustizia.
“Questa situazione – sottolinea il parlamentare – produce conseguenze sempre più drammatiche. Nei primi cinque mesi dell’anno si sono già registrati 27 suicidi. In molti istituti le condizioni di vita e di lavoro sono diventate insostenibili, mentre continuano a mancare agenti di polizia penitenziaria, psicologi, educatori, mediatori culturali e personale sanitario”.
“Il Governo si accorge solo ora di un’emergenza che opposizioni, garanti dei detenuti, operatori e associazioni denunciano da anni. Dopo tre anni e mezzo di inerzia, il provvedimento in discussione contiene elementi positivi ma non è in grado di affrontare la portata della crisi”, continua Verini.
“Per il Partito Democratico servono misure più coraggiose: investimenti sul personale, più opportunità di lavoro e formazione, percorsi di reinserimento sociale e interventi concreti per ridurre il sovraffollamento. Lo impongono il rispetto della dignità delle persone detenute e la stessa sicurezza dei cittadini. Particolare attenzione va riservata ai detenuti con problemi di dipendenza. Parliamo spesso di persone fragili, che hanno bisogno di percorsi terapeutici efficaci e continuativi. Le comunità devono restare luoghi di cura e recupero, non diventare strutture detentive alternative”.
“Una pena che recupera e reinserisce è una pena che rende la società più sicura. Continuare a ignorare questa realtà significa lasciare il sistema penitenziario in una condizione di emergenza permanente”, conclude Verini.