“La settimana scorsa, nella sua Bologna, nella “sua” camera del lavoro, Paolo Nerozzi ha ricevuto l’ultimo saluto. Lo salutiamo e lo ricordiamo anche da qui, dai banchi che lo videro protagonista nella XVI legislatura, dal 2008 al 2013, eletto nel Partito democratico, membro della commissione lavoro, vicepresidente della commissione d’inchiesta sulla sicurezza sul lavoro. Ma Paolo Nerozzi non è stato solo un parlamentare autorevole, preparato, che ha svolto il suo mandato con disciplina e onore. e con attaccamento ai valori e agli ideali di tutta una vita, insieme a un forte senso delle istituzioni i e dell’interesse generale del Paese. Paolo, con cui condividemmo da vicino gli anni e le speranze della nascita del Pd, è stato un dirigente sindacale, dirigente della Cgil di primissimo piano. Paolo Nerozzi si è formato e ha lavorato ai massimi livelli della Cgil, nel sindacato che era stato di Di Vittorio. Lavorò e si formò nel sindacato di Luciano Lama, e poi in quello dei suoi successori, Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Il suo impegno, per lunghi anni, fu quello al vertice del pubblico impiego, in tempi di grandi innovazioni e trasformazioni. Erano gli anni delle riforme Bassanini, del lavoro coraggioso di tanti giuslavoristi. uomini che persero anche la vita – da Tarantelli a D’Antona fino a Marco Biagi – perché il loro lavoro era esposto, innovativo e finì nel mirino delle Brigate Rosse. E proprio con Massimo D’Antona, in quegli anni, Paolo Nerozzi ebbe intense occasioni di confronto e consuetudine di rapporti. Nerozzi aveva due bussole. La prima erano i diritti del lavoro e dei lavoratori, la modernizzazione e le tutele della contrattualizzazione del lavoro pubblico. Ma, lungi da ogni parzialità o peggio ancora corporativizzazione, Nerozzi aveva una seconda bussola: quella di una pubblica amministrazione dalla parte dei cittadini, una pubblica amministrazione aperta, che non ha paura delle sfide dell’innovazione. Paolo Nerozzi è stato radicale e innovatore ha scritto su “Il Manifesto” un dirigente sindacale, Alessandro Genovesi. Anche noi, nell’abbracciare i suoi familiari, lo ricordiamo così: radici, radicalità di principi e valori non possono essere separati da innovazione e concretezza di soluzioni. E Paolo questo lo sapeva, lo ha fatto, per tutta la sua vita”. Così il senatore del Pd Walter Verini intervenuto nell’aula di Palazzo Madama per commemorare la figura di Paolo Nerozzi recentemente scomparso.
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