“Siamo di fronte a un provvedimento
delicato che desta numerose perplessita’ per il quadro in cui
s’inserisce. E’ evidente che all’interno di ampi settori della
maggioranza si fa una estrema fatica nel riuscire a contemperare
due importanti principi costituzionali: garantire il diritto
all’informazione con la tutela della privacy. E la difesa della
reputazione delle persone da attacchi indiscriminati”. Lo
dichiara il senatore del Pd Walter Verini, segretario in
commissione Giustizia e capogruppo del Pd in commissione
Antimafia, intervenendo nell’aula di palazzo Madama nel corso
della dichiarazione di voto sul dl di modifica del decreto 30
giugno 2003 in materia di pubblicita’ delle sentenze di
assoluzione o proscioglimento.
“Purtroppo, in questi anni, la maggioranza ha lavorato
scientificamente per colpire il diritto all’informazione. E lo
ha fatto nonostante, con il ministro Orlando, si fossero varate
misure efficaci, vietando la pubblicazione di intercettazioni
non rilevanti ai fini penali. Misure valide al punto che in
questi anni il Garante della privacy non ha mai dovuto comminare
sanzioni. E le cosiddette ‘gogne mediatiche’ sono state
drasticamente contrastate. La maggioranza, anziche’ cercare di
far coesistere questi due diritti, si e’ preoccupata in questi
anni solo di rafforzare il divieto di pubblicazione delle
notizie”, osserva.
“Siamo ben consapevoli dell’importanza del diritto alla
presunzione di innocenza tanto che abbiamo fatto proposte in cui
invitiamo i giornali a dare chiaramente conto, con la stessa
rilevanza, di un avviso di garanzia, che si tratta di un
provvedimento a tutela dell’indagato e non certo di una
condanna. Tuttavia come si fa a occultare le notizie? Benissimo
difendere la privacy, ma questa pulsione a tenere piu’ occultati
possibile i provvedimenti che riguardano i cosiddetti colletti
bianchi, e’ inaccettabile”, nota.
“L’opinione pubblica ha il diritto di sapere e, ad esempio, non
parlare di quello che accade nelle Marche e’ inconcepibile.
Respingiamo quindi misure contro i giornalisti e la liberta’ di
stampa. Su questo, alla Camera il Pd ha cercato di limitare i
danni. La maggioranza ha dovuto accettare emendamenti, cosciente
delle storture esistenti. Ma non basta. Perche’, ad esempio,
governo e maggioranza non ci affiancano nella battaglia contro
le querele temerarie? Sarebbero piu’ efficaci e credibili. Noi
vogliamo tenere insieme i due diritti per questo ci asteniamo
cercando di tenere un equilibrio nell’interesse dei cittadini. E
pubblicare un provvedimento di assoluzione finale dopo avere
pubblicizzato l’avviso di garanzia e’ giusto e doveroso, come
del resto prevede lo stesso codice deontologico dei
giornalisti”, conclude.