“Quella dei salari italiani è una tragedia estesa che porta a parlare di povertà di lavoratori e lavoratrici. Per questo la scelta della maggioranza di decidere di fare una delega per togliere di torno il tema della proposta delle opposizioni di un salario minimo appare avventata e irrispettosa di un grande numero di lavoratori e lavoratrici in condizione di povertà”. Lo ha detto in Aula la senatrice Sandra Zampa, capogruppo del Pd nella Commissione Affari sociali, sanità, lavoro. “In Italia – ha proseguito Zampa – ci sono 3,5 mln di lavoratori poveri e secondo Eurostat il 9% dei lavoratori a tempo pieno è a rischio povertà, una percentuale che sale al 17,2% quando parliamo di lavoratori autonomi. A questo si aggiunge il calo del potere di acquisto dei salari, la differente condizione delle donne, la peggiore situazione nel Sud. Secondo lo Svimez aumentano gli impieghi, ma cresce anche la povertà lavorativa. Eppure il nostro paese resta tra i pochi in Europa a non avere il salario minimo legale, 22 paesi su 27 paesi lo hanno introdotto, ma non l’Italia. Anche la Cassazione ha stabilito che la contrattazione collettiva non basta più a garantire la paga sufficiente di cui parla l’articolo 36 della Costituzione. Di fronte a tutto questo il governo italiano non fa altro che dare la colpa a chi è venuto prima, senza contare che sono passati tre anni e che in gran parte dei passati esecutivi erano presenti le attuali forze di maggioranza. Ora basta scaricare le responsabilità sul passato, è ora che se la destra ha qualche idea per fare il bene degli italiani, la metta in pratica”.


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