Senatrice Sandra Zampa, capogruppo del Pd in commissione Sanità al Senato, come giudica la proposta di Forza Italia? Il piano sulla sanità prevede 3Omila assunzioni.
«Se dovessi rispondere con una battuta, direi “benvenuti”. Benarrivati nella presa d`atto che la sanità è in una crisi profonda, che serve una svolta e che qui si tratta non di una “curetta passeggera”, ma si tratta di una presa in carico molto seria per non fare saltare il Ssn, perché la crisi è strutturale, non è emergenziale e quindi non bastano le soluzioni-tampone, qui c`è davvero da fare una riflessione, mettendosi tutti di buona Iena a lavorare su questo».
E dal punto di vista politico?
«Colpisce che con una forza di maggioranza certifichi quanto noi andiamo dicendo da tempo. lo sono capogruppo della Sanità nella X Commissione del Senato e da quando è cominciata questa legislatura, non abbiamo visto un segno di vita dalla maggioranza, neanche dai colleghi di Forza Italia. Quando ci siamo trovati a discutere, a far proposte, emendamenti, a chiedere incontri col ministro, non c`è stata la minima permeabilità».
Si potrebbe giungere a una convergenza con FI?
«Se Forza Italia fa sul serio, a differenza di quanto accaduto con lo lus Scholae, noi saremo i primi a collaborare partendo dalla proposta di Elly Schlein. A FI dico parlate anzitutto col vostro ministro perché mi pare che sia, prima di tutto, un tema che la maggioranza deve porre al proprio interno. Magari noi trovassimo in FI una sponda su cui costruire qualcosa, perché la preoccupazione che Tajani ha illustrato così bene è la nostra preoccupazione da tre anni».
A proposito di lus Scholae, anche il piano sulla Sanità è un tentativo di ammiccare all`elettorato moderato?
«Se agli annunci non seguono i fatti, come accaduto sulla cittadinanza, l`elettorato moderato è difficile da convincere».
Per avviare le riforme strutturali servono le risorse oltre che la convergenza politica.
«Io posso testimoniare che quando è arrivato il Covid eravamo in una condizione di enorme difficoltà, nonostante il ministro Speranza fosse riuscito a ottenere un`inversione di tendenza nelle risorse che la legge di bilancio destina al comparto. Tengo a sottolineare che Speranza ci era riuscito prima del Covid. Nel 2019 la legge di bilancio chiuse con due miliardi in più. Era talmente una notizia che conservo un ricordo chiarissimo di una conferenza stampa in cui Speranza invitò anche me e Sileri. C`era addirittura il presidente Conte per dare questo annuncio, a confermare che finalmente la legge di bilancio vedeva un vero segno più. Però nonostante questo, quando è arrivato il Covid ci siamo tutti resi conto della estrema fragilità del sistema sanitario nazionale. Una emergenza che abbiamo superato grazie allo sforzo enorme di medici e infermieri, ma che sembra essere stata dimenticata dal governo».


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