“Il Kids Act annunciato oggi da Von der Leyen va nella direzione giusta: età minime per i social, un design sicuro obbligatorio e soprattutto l’onere della prova a carico delle piattaforme. Ma i principi di sicurezza e anti-dipendenza by design non possono fermarsi ai 18 anni. Lo scroll infinito, le notifiche compulsive e gli algoritmi che puntano sul tempo di permanenza catturano l’attenzione di tutti, adulti compresi. Per questo chiediamo che al Senato vada avanti la nostra proposta di legge ‘Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni di dipendenza algoritmica, influenza algoritmica e manipolazione algoritmica selettiva’, che estende queste tutele a tutti gli utenti.”
Così i senatori del Partito Democratico Lorenzo Basso e Antonio Nicita.
“Nell’ultima settimana il dibattito sull’intelligenza artificiale è stato dominato dal catastrofismo. La risposta non è la paura, ma la buona politica: usare la tecnologia per il progresso umano e sociale. Nel discorso sullo Stato dell’Unione la Presidente ha indicato strade che condividiamo. Ha parlato di aumentare in modo massiccio la capacità di calcolo europea e di trovare nuovi modi per investire nelle nostre startup. Ha parlato di portare l’IA fuori dagli schermi e dentro l’economia reale, negli ospedali, nelle fabbriche e nei campi, e di un Quality Jobs Act perché i benefici dell’innovazione non restino nelle mani di pochi. Adesso quegli annunci devono diventare scelte concrete.
La crisi della politica non dipende dalla tecnologia: è la tecnologia che riempie il vuoto lasciato dalla politica. Se le istituzioni rinunciano a governare, lo faranno gli algoritmi e chi li possiede. Noi ci stiamo provando, in Senato e nel Paese. Ma l’Europa deve fare di più e più in fretta. Un’alternativa esiste, e passa da più conoscenza diffusa, da infrastrutture di calcolo sostenibili e da strumenti comuni di investimento. Solo così l’Europa potrà guidare la sfida dell’intelligenza artificiale, invece di limitarsi a regolare tecnologie sviluppate altrove”, concludono.


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