“Le critiche che arrivano dal mondo della giustizia sono univoche e gravissime. L’Associazione Nazionale Forense parla senza mezzi termini di “aberrazione giuridica”. Le Camere penali denunciano il rischio di trasformare il difensore in uno strumento delle politiche governative. L’Associazione Nazionale Magistrati esprime sconcerto per una norma che incide sui principi fondamentali dello Stato di diritto.
Non crediamo che l’ipotesi avanzata da FI di un ordine del giorno che ‘chiami’ un tavolo di trattativa con gli avvocati per modificare la norma sia sufficiente. La norma, infatti, sarebbe già entrata in vigore.
In Senato le opposizioni hanno contestato unanimemente e duramente nel merito una disposizione che introduce un compenso economico subordinato al rimpatrio del migrante, trasformando la difesa da tutela dei diritti a leva per ottenere un risultato imposto e creando un evidente conflitto tra l’interesse dell’assistito e quello del difensore. Ma questa è una aberrazione: un decreto che piega la funzione dell’avvocato, mette in discussione l’indipendenza della difesa e, insieme alla restrizione del gratuito patrocinio, rende più fragile il diritto di difesa dei più vulnerabili non garantisce più sicurezza ma crea solo un arretramento delle garanzie costituzionali.
Per queste ragioni insistiamo e chiediamo con forza che questo decreto non venga convertito. Ci aspettiamo che alcune forze di maggioranza prendano atto che questo è un provvedimento autoritario e culturalmente fascista. Se la maggioranza non intende essere ricordata per aver calpestato e piegato il diritto alle esigenze del potere, lo dimostri con un atto chiaro: lasci decadere questo provvedimento”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


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