“Oggi il ministro Schillaci ha detto nell’Aula del Senato, rispondendo a una nostra interrogazione, che il ministero della Salute ha deciso di pagare più di 100 milioni di euro per una transazione, senza aspettare l’appello, alla JC Electronics Italia S.r.l. per una fornitura di mascherine relativa al 2020. Oggi non discutiamo di una normale controversia commerciale, ma del rapporto tra lo Stato, il denaro dei contribuenti e il dovere di trasparenza che ogni Governo deve al Parlamento. E siamo basiti dalla risposta del ministro in Aula. Crediamo che, forse per la prima volta nella storia della Repubblica, non si sia atteso l’appello prima di agire, nonostante una sospensiva, e si sia dato per scontato che il terzo grado sarebbe andato come il primo. Si vede che non erano soldi loro, ma dei contribuenti”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, partecipando al question time al Senato. “Il ministro – ha proseguito Boccia – ci ha detto che è stata una decisione tecnica, ma invece è stata una decisione politica. Siamo di fronte ad un governo che non trova soldi per la sanità pubblica ma recupera in poco tempo oltre 100 milioni per darli a Jc Electronics Italia. Noi chiediamo al governo di mettere a disposizione gli atti. Vedremo chi ha chiesto a chi, quale ordine è arrivato da Palazzo Chigi al ministero. Vogliamo sapere chi ha deciso di pagare più di 100 milioni di euro a un’azienda che ne fatturava al massimo 4 milioni, e quando andava bene perdeva 250 mila euro, che ha scoperto all’improvviso di produrre mascherine, e che, guarda un po’, partecipava e partecipa ad Atreju, la festa di FDI. Da oggi su questa vicenda la responsabilità è del governo e il Parlamento ha il diritto di sapere. Noi lavoreremo per sapere tutta la verità – ha concluso Boccia – lo faremo ricostruendo ogni passaggio amministrativo e ogni eventuale livello decisionale. E se emergeranno profili di possibile danno erariale o altre responsabilità saranno naturalmente le autorità competenti a compiere tutte le valutazioni previste dall’ordinamento. La verità non si archivia con una transazione, la verità si accerta e noi faremo di tutto perché sia accertata”.


Ne Parlano