“Credo che dobbiamo essere tutti consapevoli della fase politica che abbiamo davanti. Non siamo semplicemente alla vigilia della pausa estiva: siamo entrati nel rettilineo finale della legislatura e la maggioranza lo sa benissimo. Per questo sta cambiando profondamente il proprio modo di stare nelle istituzioni. Non è più un governo che prova, bene o male, a misurarsi con i problemi del Paese. È una maggioranza che si è ormai asserragliata nel fortino del potere.
Parlano quasi esclusivamente di come consolidare il proprio potere e di come regolare i rapporti di forza all’interno della loro coalizione.
Dentro la stessa maggioranza emergono ormai divisioni evidenti. Forza Italia prova a riaprire il confronto sul fine vita, mentre Fratelli d’Italia e Lega continuano a frenare. Vedremo cosa accadrà, ma è l’ennesima dimostrazione di una coalizione che discute molto più dei propri equilibri interni che dei problemi degli italiani.
Nel frattempo assistiamo a una continua compressione delle regole parlamentari. Sul Media Freedom Act si è consumata l’ennesima sopraffazione: una direttiva europea che tutela il pluralismo e la libertà dell’informazione continua a essere tenuta in ostaggio, con regole e procedure piegate alla convenienza della maggioranza. È un fatto gravissimo, che si aggiunge alle forzature istituzionali cui assistiamo ormai con preoccupante continuità.
Lo stesso vale per la Commissione bicamerale Covid, dove siamo arrivati a uno scontro istituzionale senza precedenti. Anche lì vengono calpestate le prerogative del Parlamento e delle opposizioni, trasformando una Commissione parlamentare in uno strumento di propaganda della maggioranza.
Non siamo quindi di fronte a episodi scollegati. C’è un filo rosso che lega la legge elettorale, il tentativo di aggirare la Corte costituzionale sull’autonomia, il blocco del Media Freedom Act e quanto sta accadendo nella Commissione Covid. È l’idea che le regole democratiche possano essere piegate agli interessi della maggioranza del momento.
Ma quello che più colpisce è che da ieri è ancora più evidente che la Lega ha esplicitamente imposto a FDI una condizione: se la maggioranza vuole approvare la nuova legge elettorale, su cui pure sono divisi, devono essere anche votate e approvate le preintese sull’autonomia differenziata. E la prova è che la destra ha accettato che i ministri Musumeci e Schillaci, dopo che per mesi noi lo avevamo chiesto senza ottenere risposta, siano auditi in commissione. È evidente che siamo di fronte ad un nuovo scambio tra FdI e Lega su legge elettorale e autonomia differenziata. Al netto delle divisioni della destra che sono evidenti mi auguro che questo baratto non porti ad una accelerazione dei tempi per arrivare ad una approvazione anche al Senato prima della pausa estiva. L’ho detto esplicitamente in conferenza dei capigruppo ieri a Palazzo Madama: sarebbe una forzatura inaccettabile”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia intervenuto all’assemblea del gruppo Pd.