“La sconfitta di Trump è una bella notizia per la democrazia. Ma sarebbe riduttivo leggerla soltanto come una sconfitta della destra USA.
Anche in un mondo iperdigitale, attraversato da disinformazione, paure e disuguaglianze, le democrazie dimostrano di saper reagire. E basta guardare i nuovi protagonisti democratici, il peso del voto dei giovani e dei latinos, per capire quanto la chiusura nazionalista rischi di essere ancora una volta dalla parte sbagliata della storia.
Il mondo è troppo aperto, interdipendente e complesso per essere rinchiuso dentro nuovi muri. Non si governa con il bastone contro chi è diverso, inventando continuamente nemici o trasformando la guerra in uno strumento ordinario della politica.
Ci auguriamo che questa sia una lezione anche per destra italiana che in questi anni si è fatta suddita di Trump. Cosa farà ora Giorgia Meloni, farà finta di non conoscerlo? Il voto americano ci dice che le paure non vanno cavalcate ma che alle paure bisogna rispondere con scelte che allarghino diritti e garantiscano sicurezza sociale.
Quando gli stipendi non bastano, la scuola perde qualità, la sanità non cura più tutti e il costo della vita divora il futuro delle famiglie, la risposta non può essere un altro nemico da indicare. Deve essere una vita migliore da costruire.
Purtroppo Giorgia Meloni e il suo governo hanno scelto in questi anni di identificarsi con il destino di un uomo solo al comando.
E questa identificazione è costata all’Italia in autonomia, credibilità internazionale e interessi economici.
Ora spetta ai progressisti europei e, a maggior ragione, a noi italiani il compito di difendere e rafforzare le nostre democrazie rendendo più giusta la società. L’unità delle forze democratiche può vincere.
Il mondo che cambia non chiede nuovi padroni. Chiede una politica capace di cambiare”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


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