“Serve una strategia nazionale, non una somma di misure. Il limite delle politiche di questi anni è proprio questo: tanti interventi, ma nessun disegno complessivo. La sfida demografica richiede una programmazione almeno ventennale, capace di mettere insieme politiche fiscali, abitative, sanitarie, educative e del lavoro. La demografia è la vera politica industriale del futuro e la sfida demografica non appartiene alla destra o alla sinistra: riguarda l’Italia. Se continuiamo lungo questa traiettoria, il rischio è un progressivo squilibrio tra generazioni che renderà sempre più fragile il nostro modello sociale ed economico. Per questo consideriamo il manifesto Aife una bussola importante: perché ci invita a pensare alla natalità non come a una politica familiare, ma come alla più grande politica di sviluppo, di giustizia sociale e di futuro che il Paese è chiamato a costruire”. Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, intervenendo al I congresso di Aife. “L’Italia tra l’altro dovrebbe introdurre un programma nazionale di prevenzione della fertilità, offrendo alle giovani donne, in età appropriata e su base volontaria, una valutazione della riserva ovarica accompagnata da un adeguato counseling specialistico. Non per medicalizzare la maternità, ma per consentire scelte più consapevoli e intervenire precocemente quando emergono fattori di rischio. Ma con questo Governo inutile parlarne perché oltre a tabù ideologici c’è un’idea mercantile della sanità e qui invece serve ripartire dalle fondamenta del diritto universale alla salute a tutto tondo. E non si può prescindere anche da fertilità e procreazione medicalmente assistita”, ha concluso Boccia.


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