“Per due anni ci hanno raccontato che bastava avere un rapporto personale con Donald Trump per garantire all’Italia un ruolo speciale. I fatti hanno dimostrato l’esatto contrario.
La politica estera non si costruisce con le fotografie ma con il peso internazionale del proprio Paese. E il bilancio è sotto gli occhi di tutti: nessun vantaggio sui dazi, nessun protagonismo sull’Ucraina, nessun ruolo nella crisi tra Stati Uniti e Iran, nessuna iniziativa su Hormuz, nessuna voce nei Balcani. L’Italia, invece di guidare, è rimasta ai margini dei dossier decisivi.
Nel nuovo disordine mondiale nessuno ce la fa da solo. Per questo la risposta non può essere meno Europa, ma più Europa: più autonomia strategica, più politica industriale comune, più difesa comune, più sovranità energetica, più capacità diplomatica nel Mediterraneo.
L’Italia deve ritrovare orgoglio nazionale proprio dentro l’Europa. Essere europeisti oggi non significa rinunciare all’interesse italiano, significa difenderlo meglio. Da soli saremmo terreno di competizione tra potenze più grandi; insieme possiamo tornare a scrivere le regole.
Pantelleria ci ricorda una verità decisiva: il Mediterraneo non è il confine dell’Europa, è il suo cuore geopolitico. Energia, migrazioni, sicurezza, commercio, Medio Oriente, Africa: tutto passa da qui. E l’Italia, per storia e posizione, dovrebbe essere protagonista, non spettatrice.
I Presidenti passano, i popoli restano. Per questo dobbiamo guardare anche al dopo Trump e costruire da oggi il prossimo futuro: un’Italia più forte in un’Europa più unita, capace di difendere il diritto internazionale, la pace e i propri interessi nel mondo che cambia”. Così Francesco Boccia, presidente dei Senatori del Partito Democratico, nel corso della rassegna “Pantelleria – Mediterraneo d’Autore”, ideata da Myrta Merlino e Valentina Fontana.


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