Le opposizioni hanno presentato al
Senato un ordine del giorno unitario al termine della
discussione generale sulla risoluzione che riguarda il Dpfp,
firmato dai capigruppo Francesco Boccia (Pd), Stefano Patuanelli
(M5s), Peppe de Cristofaro (Avs) e Raffaella Paita (Iv).
Sono dieci gli impegni che Pd, M5s, Acvs
e Iv chiedono al governo nell’ordine del giorno unitario: dal
lavoro, ai salari, alle tasse, alla sanita’. Le opposizioni
chiedono all’Esecutivo, ad esempio, di “sostenere le iniziative
in ambito Ue finalizzate a mobilitare le risorse necessarie al
rilancio della competitivita’ e della coesione europea, con un
piano di investimenti comuni finalizzato alla crescita economica
e alla realizzazione della piena autonomia strategica, in grado
di aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori messi a
rischio dalle crisi settoriali e in conseguenza della situazione
geo-politica internazionale”. Chiedono l’impegno a “predisporre,
con urgenza a partire dalla prossima legge di bilancio, misure
straordinarie per sostenere la crescita e la competitivita’ del
nostro sistema economico, per il sostegno dei redditi delle
famiglie colpite dalla perdita di potere d’acquisto, per ridurre
le disuguaglianze economiche e sociali e i rischi di
impoverimento dei cittadini”; a mettere “in campo politiche per
la crescita salariale”; a “prevedere una strategia a sostegno
dei salari, a partire anche ma non solo da una legge sul salario
minimo”; a rafforzare “le misure a sostegno del potere
d’acquisto delle famiglie, anche mediante la proroga degli
interventi a sostegno dell’edilizia abitativa”; ad adottare “un
piano nazionale contro la fuga dei giovani, creando opportunita’
di lavoro qualificato”; a introdurre “correttivi fiscali in grado
di neutralizzare gli effetti del fiscal drag, restituendo ai
contribuenti le somme erose a seguito dell’innalzamento del
costo della vita, e ad ampliare le misure di riduzione della
pressione fiscale a favore della generalita’ dei contribuenti,
con priorita’ di intervento in favore dei soggetti piu’ deboli e
piu’ esposti al rischio di impoverimento”; “a incrementare il
livello della spesa sanitaria allineandola alla media
dell’Unione europea; a ridurre gli attuali divari territoriali
nell’offerta dei servizi e delle prestazioni e le interminabili
liste d’attesa che costringono i cittadini a ricorrere al
privato o a rinunciare alle cure; in materia di istruzione,
universita’, ricerca e cultura, ad assicurare livelli di spesa
rispetto al Pil in linea con la media Ue”.