“Questi voti territoriali in Germania dimostrano ancora una volta che serve chiarezza. Quando le fratture sociali non vengono affrontate da chi governa, poi quel disagio cerca un’altra rappresentanza. E vale sia a sinistra che a destra”. Così Francesco Boccia, capogruppo al Senato del Pd, commenta il voto in Germania e le conseguenze politiche per la sinistra europea. “Il voto di Berlino e Amburgo dice cose simili. Provare a prendersela con gli elettori è un esercizio che ogni tanto la politica fa, sbagliando”, aggiunge. Boccia critica quindi la prospettiva di una collaborazione tra la Cdu di Friedrich Merz e l’estrema destra: “La ricetta che sentivo ora da Malan è l’opposto di quello che vorrebbe fare Giorgia Meloni in Italia, cioè allearsi con Vannacci”. E aggiunge: “Sono sempre stato contro il governo di larghe intese in Germania. Penso che Merz abbia fatto un errore nel governo con la Spd. Penso che sia stato un errore esiziale e si vede.
Secondo Boccia, la debolezza della socialdemocrazia tedesca ha conseguenze che vanno oltre i confini nazionali: “Sono preoccupato perché la debolezza del Partito socialdemocratico in Germania ovviamente indebolisce anche i socialisti in Europa”. Il riferimento è anche a quanto accaduto in Francia: “È un po’ quello che è successo in Francia anni fa, dopo il crollo del Partito socialista dopo la presidenza Hollande: quando il partito di sinistra si lacera e poi crolla, esce fuori un’altra cosa”. Boccia rivendica, quindi, la strada intrapresa dal Partito democratico con l’ultimo congresso e la leadership di Elly Schlein: “In Italia noi abbiamo scelto un’altra strada, proprio all’ultimo congresso, che permette di rivendicare la leadership di Elly Schlein e la leadership unitaria di una coalizione che ha le ruote motrici a sinistra” Allo stesso tempo, Boccia sottolinea che una coalizione alternativa alla destra deve essere necessariamente più ampia del solo elettorato di sinistra: “Siamo consapevoli che una coalizione deve mettere insieme tutta quella parte del Paese ampia che non è sufficientemente rappresentata solo dall’elettorato di sinistra e che si sente alternativa alle politiche di destra”. E sul possibile coinvolgimento di Matteo Renzi e delle forze liberal-democratiche, Boccia sposta il tema dai leader agli elettori: “Non è ”Questi voti territoriali in Germania
dimostrano ancora una volta che serve chiarezza. Quando le fratture
sociali non vengono affrontate da chi governa, poi quel disagio cerca
un’altra rappresentanza. E vale sia a sinistra che a destra”. Così
Francesco Boccia commenta il voto in Germania e le conseguenze
politiche per la sinistra europea.
”Il voto di Berlino e Amburgo dice cose simili. Provare a prendersela
con gli elettori è un esercizio che ogni tanto la politica fa,
sbagliando. Boccia critica quindi la prospettiva di una collaborazione
tra la Cdu di Friedrich Merz e l’estrema destra: ‘La ricetta che
sentivo ora da Malan è l’opposto di quello che vorrebbe fare Giorgia
Meloni in Italia, cioè allearsi con Vannacci’. E aggiunge: “Sono
sempre stato contro il governo di larghe intese in Germania. Penso che
Merz abbia fatto un errore nel governo con la Spd. Penso che sia stato
un errore esiziale e si vede”. Per Boccia, la debolezza della
socialdemocrazia tedesca ha conseguenze che vanno oltre i confini
nazionali: “Sono preoccupato perché la debolezza del Partito
socialdemocratico in Germania ovviamente indebolisce anche i
socialisti in Europa”. Il riferimento è anche a quanto accaduto in
Francia: “È un po’ quello che è successo in Francia anni fa, dopo il
crollo del Partito socialista dopo la presidenza Hollande: quando il
partito di sinistra si lacera e poi crolla, esce fuori un’altra cosa”.
Boccia rivendica quindi la strada intrapresa dal Partito Democratico
con l’ultimo congresso e la leadership di Elly Schlein. “In Italia noi
abbiamo scelto un’altra strada, proprio all’ultimo congresso, che
permette di rivendicare la leadership di Elly Schlein e la leadership
unitaria di una coalizione che ha le ruote motrici a sinistra. Allo
stesso tempo, Boccia sottolinea che una coalizione alternativa alla
destra deve essere necessariamente più ampia del solo elettorato di
sinistra. Siamo consapevoli che una coalizione deve mettere insieme
tutta quella parte del Paese ampia che non è sufficientemente
rappresentata solo dall’elettorato di sinistra e che si sente
alternativa alle politiche di destra”. E sul possibile coinvolgimento
di Matteo Renzi e delle forze liberal-democratiche, Boccia sposta il
tema dai leader agli elettori: “Non è un problema di nomi, è un
problema di elettori. Tutti coloro che si ritengono in qualche modo
portatori delle istanze liberal-democratiche devono entrare in questa
coalizione. E ci sono movimenti, reti civiche, partiti”. Infine,
Boccia cita il lavoro parlamentare già svolto come elemento concreto
di collaborazione tra forze diverse: ”Italia Viva ha votato con noi,
con il Pd e con il Movimento 5 Stelle, lo dico sempre in Senato, nel
95 % delle volte negli ultimi tre anni. E’ la prova che la coalizione
coalizione già esiste”.