Presidente Casini, ha detto Trump: «Il mio è un mestiere pericoloso». Lo è talmente che ha subito due attentati più un altro tentativo?
«Non si è fatto mancare niente Trump. Certo, la sua politica non ha dato un grandissimo contributo alla pacificazione. E tuttavia, ha diritto ad avere la solidarietà di tutti, e di tutti gli europei, il presidente americano. Anche da quelli più distanti da lui, come il sottoscritto».
Perché proprio adesso è di nuovo nel mirino e quali saranno le conseguenze?
«Le ragioni dell`attentato dovranno essere approfondite con una inchiesta. Io non sono in grado adesso di dare alcuna valutazione seria. Di certo, quello che Trump farà è di ergersi ancora di più di quanto abbiamo visto finora a vittima e allo stesso tempo a miracolato e a unto del Signore. Ma tutto questo fa parte del personaggio. E non ci deve meravigliare più di tanto».
E cosa ci deve meravigliare?
«Ci deve preoccupare una società in cui il tasso di violenza si è alzato enormemente. Credo che la punta dell`iceberg della società occidentale, in fatto di violenza, sia proprio negli Stati Uniti. Dove quasi non c`è giorno in cui non av- vengano stragi terribili, per esempio nei campus universitari e nelle scuole».
Troppe pistole e fucili?
«Quello che spaventa è che ancora nessuno pensa di cominciare seriamente a limitare la vendita delle armi. La violenza domestica e la violenza nella società vanno di pari passo con l`esplosione delle guerre. Questa è una correlazione che andrebbe molto valutata e non snobbata. Se si apre la carta geografica del mondo e si mettono dei piccoli segni dove ci sono conflitti, si vede ormai che i conflitti sono dappertutto: Africa, Europa, Medio Oriente, Asia. Ci sono guerre in cielo, in terra, in mare».
Guerre endemiche?
«Non lo so. So che vengono combattute con gli strumenti rudimentali della seconda guerra mondiale (pensiamo alle mine) e con i mezzi super innovativi come i droni e come i soldati robotici basati sull`intelligenza artificiale. L`uomo sta congegnando sempre nuovi, malefici, strumenti per farsi del male. Nei fondali marini, gli attentati si moltiplicano, come hanno dimostrato le vicende dei mari del Nord negli ultimi tempi e in molti territori ci sono situazioni tremende. Quello che è accaduto l`altro giorno nell`albergo a Washington D.C. è la goccia di un vaso traboccante di violenza».
Trump si modererà?
«Credo che anche i più ottimisti non si avventurino in questa previsione. Mi verrebbe da rispondere alla sua domanda così: magari il presidente americano, dopo questo grave episodio, pensasse di moderare i suoi comportamenti!».
Lo farà o no? Almeno nella politica interna potrebbe, anche alla luce di sondaggi a lui sfavorevoli, cambiare spartito e adottare un profilo di leadership meno contundente…
«Trump è così. Non è come qualcuno si è illuso che fosse. Anche in Italia credo che ormai le illusioni siano cadute».
Conseguenze politiche degli spari dell`Hotel Hilton?
«Questo attentato probabilmente finirà per compattare gli elettori di Trump a suo favore. Ma penso che questo sarà un fenomeno effimero. Alla fine, gli elettori americani, come quelli italiani, guardano al prezzo della benzina, al costo della vita, al potere d`acquisto dei salari. Tutto il resto è fumo».
La sinistra italiana non dovrebbe solidarizzare con Trump in questo momento?
«Ma certo che dovrebbe. Chiunque è vittima di violenza merita solidarietà. Oltretutto, Trump è il presidente di un Paese amico dell`Italia e l`amicizia non è che se ne è andata perché sono in corso malintesi o divergenze anche profonde».
Ma perché negli Stati Uniti in particolare, anche se non solo lì, vengono colpiti i presidenti e Trump non è certo il primo nell`elenco?
«La società americana è più violenta rispetto alla iiostra. Ma questo tumore d`Oltreoceano contamina tutti e anche noi».
Dice questo pensando tra l`altro alle violenze nelle piazze del 25 aprile?
«No, questo che lei propone è un parallelismo sproporzionato. Io constato semplicemente che non possiamo assuefarci nel nostro paese agli insulti verso i leader politici, si chiamino Meloni o Schlein».
Avrà conseguenze l`attentato dell`altro giorno sulle elezioni di mid-term?
«Non credo e comunque manca ancora del tempo a quelle votazioni».
È collegato al pantano della guerra in Iran, in cui Trump ha trascinato il suo Paese, ciò che è accaduto a Washington D.C?
«L`operazione in Iran è allo stallo totale. Ma quello che è chiaro agli osservatori più avveduti è che l`I- ran è più forte di prima e che gli obiettivi che Trump si era posto sono clamorosamente falliti».
I consiglieri di Trump, specialmente ora, non dovrebbero ripetere al presidente come in un mantra: moderazione-moderazione-moderazione?
«A me sembra, e penso a Rubio e a Vance, che ci sia un atteggiamento remissivo nei confronti del titolare della Casa Bianca. Trump è così assertivo che non lascia molto spazio neanche alle eventuali perplessità dentro il suo campo».