“La politica internazionale è una cosa seria e la si può praticare come cosa seria indipendentemente
dalla nostra parte politica”, “il governo ha fatto la sua parte, l’opposizione la sua” e non è il caso di fare “polemiche che sono fuori luogo” dopo la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò detenuti nelle carceri venezuelane”. Lo ha detto il senatore Pierferdinando Casini nell’aula del Senato a proposito della situazione in
Venezuela e del rapporto con gli Usa.
“Qui non si tratta di dire chi ha difeso Maduro e chi non l’ha difeso, ho sempre ritenuto che Maduro fosse alla testa di un regime che è stato l’origine della grande tragedia venezuelana”
ha aggiunto Casini ribadendo anche che “nelle strade del Venezuela il clima è quello di prima, si vuole reprimere l’opposizione, la Rodriguez è la più stretta alleata di Maduro”, insomma, “è come se levassimo la Meloni e mettessimo Bignami al
suo posto”.
“Per evitare dunque di introdurre polemiche laddove sono proprio fuori luogo, oggi c’è un momento di condivisione e di soddisfazione. Il punto allora non è dividerci su una soddisfazione che è generalizzata, ma capire come questo fatto – la liberazione di Trentini e degli altri – sia stato possibile”.
“Si è agito per ragion di Stato e per il cinismo necessario – non sto rimproverando il ministro Tajani perché è lo stesso cinismo che si è usato quando, dovendo liberare i parlamentari dell’opposizione che erano rinchiusi all’ambasciata italiana, io andai a trattare con Maduro. Esattamente con Maduro perché era lui che li poteva liberare, come oggi è Delcy Rodriguez che li può liberare. Avete fatto bene quindi a fare quello che avete fatto, però arriviamo alla fine. La fine è che un meccanismo di multilateralismo che viene sostituito con la legge del più forte è inaccettabile e crea dei precedenti che sono drammatici per il mondo”.
“Abbiamo il Presidente degli Stati Uniti – ha poi insistito Casini – che da questo punto di vista è fantastico perché non ha fatto un riferimento alla libertà della Venezuela, né riferimento alla vittoria negata della Machado e dell’opposizione; ha spiegato che lui è andato lì per il petrolio, non ha più neanche parlato di droga, perché il giorno dopo l’imputazione a Maduro è stata derubricata. Va cioè lì per il petrolio, esattamente come chiede di andare in Groenlandia, che appartiene a un Paese che appartiene della NATO esattamente perché vuole sistemare il problema delle terre rare e della circolazione marittima”.
“Penso – ha concluso Casini – che la transizione democratica in Venezuela sia necessaria. Ha fatto bene ieri il Papa a ricevere simbolicamente la Machado. Non ci può essere speranza per quel Paese fuori dalla transizione che coinvolga chi ha legittimamente vinto le elezioni. E consentitemi di esprimere la mia e la nostra piena solidarietà al popolo iraniano che è nelle piazze. Peraltro quella repressione è ancora peggio delle altre perché uccide la gente in nome di Dio e questo è ancora più intollerabile per chi pensa che ci sia un rispetto”.