“Il Pd vota contro il decreto sport, un decreto eterogeno che non affronta i nodi strutturali del settore e definanzia lo sport di base. Non è questa l’idea di sport che abbiamo”. Lo dice la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione, cultura e sport, che ha parlato in dichiarazione di voto.
“Parliamo di un decreto molto eterogeno con norme con 6 finalità diverse – ha proseguito D’Elia – che è stato esaminato solo alla Camera, dove è stato parzialmente corretto, ma al quale al Senato la maggioranza ha concesso solo 4 giorni. Interviene sui poteri dei commissari dei grandi eventi, a conferma del commissariamento quale modalità ormai ordinaria della destra per affrontarli e si occupa di tutto un po’, dai giochi del Mediterraneo di Taranto, all’America’s cup. Cosa grave si sceglie un decreto per fare una riforma del tiro a segno, con un articolo di ben 26 commi. Il riconoscimento e finanziamento del professionismo nel calcio femminile, cosa giusta, viene fatta nel modo sbagliato, che non può avvenire togliendo i fondi al calcio di base, quello dilettantistico. Resta aperta anche l’enorme questione del riconoscimento del pari valore, dei diritti delle atlete a partire dalla maternità, della concentrazione del potere nelle mani maschili. Resta aperta tutta la questione della violenza fisica e psicologica che le atlete vivono e che è in questo momento oggetto di un’indagine della Bicamerale femminicidio. Del riconoscimento del calcio femminile vogliamo discutere a partire dalla nostra proposta sulla riforma del calcio. L’idea sbagliata di questo decreto è che non si occupa dello sport di base, quello delle palestre, dei campi in periferia, delle società dilettantistiche, in un paese in cui un bambino su 3 non fa attività sportiva. Si sottrae invece sostegno vero alle famiglie, portando da 30 a 2 milioni il fondo ad hoc”.


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