“Sappiamo che il ministro dell’Interno Piantedosi biasima e condanna i gravissimi comportamenti del sindaco di Terni Bandecchi, sappiamo che non è semplice prevedere misure di interdittiva, ma la frase che ha pronunciato in Senato, ‘il ministero continua a monitorare’, è significativa. Vuol dire che a Terni c’è una situazione pesantissima e noi chiediamo iniziative immediate: un’ispezione, una commissione d’accesso in Comune. Il ministro lo può fare, per toccare con mano le ferite che il sindaco arreca alle istituzioni e alla comunità locale”. Lo dicono i senatori del Pd Walter Verini e Cecilia D’Elia, capogruppo in Commissione Cultura, che oggi hanno partecipato al question time nell’Aula del Senato con il ministro Piantedosi.
“Esiste una ‘questione Bandecchi’ – spiega D’Elia, che ha illustrato l’interrogazione – perché il sindaco di Terni ripete comportamenti violenti, inadeguati e lesivi della dignità delle istituzioni e dell’agibilità democratica della città. Pronuncia di continuo frasi volgari e a sfondo sessuale, attacca e offende assessori, giornalisti, sindacalisti, in un clima di intimidazione inaccettabile di bullismo istituzionale”.
“Con arroganza, comportamenti violenti e intimidatori e un linguaggio volgare, perfino ripugnante quando ha parlato delle bambine e dei bambini di Gaza – prosegue Verini, che ha replicato al ministro – Bandecchi sta bloccando il consiglio comunale, impedendone l’agibilitá democratica e creando un clima di tensione e intimidazione in una città laboriosa e di grandi tradizioni democratiche. Noi esprimiamo solidarietà ai consiglieri comunali, sindacati, giornalisti, intimiditi e offesi e anche ai due assessori regionali De Luca e De Rebotti, che ieri sono stati ‘lapidati’ sui social per avere fatto il proprio dovere con il ricorso regionale contro delibere illegittime del comune. Di uno dei due assessori è stato perfino indicato l’indirizzo di casa: una intimidazione inaccettabile. Su Bandecchi pesano ombre gravi di conflitti di interesse, su progetti importanti per la città e perfino atteggiamenti quotidiani che somigliano a pratiche di voto di scambio. La città è scesa in piazza per difendere l’onore e la dignità di Terni. Tutte le opposizioni, di sinistra e di destra, hanno reagito a questa deriva. Il governo ha il dovere di fare tutto quello che è nelle sue possibilità e di farlo prima possibile”.


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