Leggo con piacere sempre i diversi punti di vista sulla questione israelo-palestinese. Sono rimasto francamente meravigliato leggendo l`articolo di Anna Foa di cui condivido peraltro le critiche al governo di Israele e il sostegno a coloro che in Israele si battono contro le violenze quotidiane ed i soprusi inaccettabili a danno del popolo palestinese. Commentando una censura vera e propria a danno di Erri De Luca (a cui va tutta la mia solidarietà e vicinanza e omettendo peraltro di citare il grave boicottaggio a danno di Keshet organizzazione ebraica esclusa dal Gay Pride romano) la professoressa Foa parla della legge italiana contro l`antisemitismo in maniera totalmente priva di fondamento giuridico. Non so dove abbia letto che la proposta di legge equipari l`antisemitismo all`antisionismo: la sfido infatti a trovare una parola sola sull`antisionismo nel progetto di legge e non so dove abbia letto che vi è l`intenzione di impedire qualsiasi dibattito nelle aule universitarie, visto che c`è un articolo, proposto proprio da me, destinato appositamente a promuovere il dialogo e il confronto nell`università. Dialogo che ad oggi come forse Foa sa, è totalmente impedito non dalla legge contro l`antisemitismo ma dal comportamento intimidatorio di molti gruppi estremisti. Ci si può immaginare una realtà diversa da quella che è, ma come ha detto anche il professor Amato recentemente, pensare di trovare nella legge contro l`antisemitismo una qualsiasi forma repressiva o una qualsiasi sanzione penale o amministrativa è una fantasia che non può essere passata sotto silenzio. Così come non può essere in nessun modo paragonata alla legge francese che è stata in discussione in questi mesi e che ha caratteristiche totalmente diverse. La legge cerca di rafforzare le strategie nazionali contro l`antisemitismo che, immagino sia noto a tutti, è fenomeno in grande crescita e preoccupante non per gli ebrei italiani ma per la democrazia italiana. Si rafforzano per esempio le linee guida del ministero dell`istruzione contro l`antisemitismo che la stessa professoressa Foa ha contribuito a scrivere adottando pure lei quella definizione IHRA che in nessun passaggio contiene la parola antisionismo e che afferma come legittima e non censurabile la critica al governo di Israele. Avrei molto piacere di mandare una copia della legge alla professoressa Foa e, se avrà il piacere di leggerla, di confrontarmi serenamente con lei. Essendo come lei vero amico del popolo di Israele e vero amico del popolo palestinese e da oltre trent`anni impegnato nella cooperazione con la Cisgiordania.


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