“Con la scelta di Amal Clooney, avvocata per i diritti umani, di chiedere alla Corte Penale Internazionale di aprire un’inchiesta per crimini contro l’umanità ai danni della minoranza yazida, si compie un altro passo significativo per riconoscere e condannare le atrocità compiute dall’Isis contro le minoranze, con pubbliche esecuzioni, stupri e riduzione in schiavitù di donne e bambini. E’ fondamentale che le istituzioni e la comunità internazionale sostengano la difesa dei diritti umani con tutti gli strumenti possibili, in Senato abbiamo impegnato il Governo, con una specifica mozione, per il riconoscimento del genocidio del popolo yazida, firmata da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione e dai presidenti delle commissioni Affari esteri, Difesa e Diritti umani, un’azione coerente con quanto fatto in passato con la mozione per prevenire e reprimere una delle più orribili forme di violenza, lo stupro come arma di guerra, che da almeno due anni, purtroppo, vede coinvolte anche molte donne e ragazze yazide”.
“>Lo dichiara la Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli, che aggiunge:
“La mozione per il riconoscimento del genocidio del popolo yazida impegna il Governo a promuovere nelle competenti sedi internazionali questo riconoscimento e ad adoperarsi, con gli altri paesi dell’UE e nel quadro degli strumenti a disposizione della comunità internazionale in seno all’ONU, per far cessare ogni violenza nei confronti del popolo yazida; inoltre chiede di realizzare corridoi umanitari per favorire l’arrivo di aiuti internazionali a sostegno della popolazione civile colpita dalle violenze e soccorrere le vittime delle violenze attraverso specifiche iniziative di assistenza umanitaria e sanitaria”.
“Grazie all’impegno – conclude Valeria Fedeli – di Nadia Murad, giovane yazida irachena riuscita a fuggire dalla prigionia dell’Isis, che abbiamo recentemente ascoltato anche in Senato, tutta la comunità internazionale comincia a dimostrarsi sensibile davanti alle drammatiche condizioni in cui vivono le minoranze perseguitate dall’Isis, e mi auguro che un forte impegno possa essere presto esercitato anche per migliorare le condizioni in cui si trovano i tanti profughi yazidi costretti a fuggire dalle zone di origine per sottrarsi ai massacri e alle torture perpetrate ai loro danni”.


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