“Siamo orgogliosi del lavoro fatto nei tre anni di Segreteria Schlein per risanare le finanze del Partito Democratico e per migliorare concretamente la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori del partito”. Lo afferma in una nota Michele Fina, senatore e tesoriere del Pd, e aggiunge: “Abbiamo rimesso in ordine i conti, migliorato le condizioni di chi lavora nel partito, rafforzato un modello di finanziamento fondato sulla fiducia delle persone e restituito più risorse ai territori”. “Abbiamo, con serietà e rigore, ridotto le spese, recuperato crediti e pagato tutti i debiti, in un quadro di progressiva riduzione dell’organico dipesa da pensionamenti, da nuove opportunità professionali, purtroppo anche dalla scomparsa di alcuni dipendenti e da percorsi volontari concordati e accompagnati con incentivi significativi per iniziare nuove esperienze di vita e di lavoro – aggiunge Fina -. Abbiamo così creato le condizioni per consentire al Partito Democratico di uscire finalmente, dopo otto anni, dagli ammortizzatori sociali. Oggi il PD garantisce stipendi pieni, migliorati anche dal rinnovo contrattuale, ha ridotto l’orario di lavoro a 35 ore settimanali a parità di retribuzione e ha introdotto il congedo paritario integralmente retribuito”. “Abbiamo voluto che il partito assomigliasse, anche nella propria organizzazione interna, ai valori che sostiene nel Paese e in Parlamento”, spiega ancora Fina, sottolineando che “i risultati economici certificano la bontà del nostro lavoro. Il bilancio 2025 registra un patrimonio netto superiore a 5,5 milioni di euro e un utile di oltre 3,6 milioni: il miglior risultato dell’era del 2ž1000. Non è il frutto di privilegi, rendite o grandi finanziatori, ma di una gestione rigorosa, trasparente e responsabile”.
“Il Partito Democratico – aggiunge – è il partito scelto da oltre 632 mila cittadine e cittadini che hanno deciso liberamente di destinargli il proprio 2ž1000. La nostra principale fonte di finanziamento è questa: un contributo libero, diffuso, popolare. Poco da molti, non molto da pochi. È un modello che rafforza l’autonomia della politica e rende il PD più libero. Di queste risorse ricevute in tre anni abbiamo
trasferito alle nostre strutture territoriali 4.832.000 euro, mentre nelle gestioni precedenti in totale negli annali che vanno dal 2015 al 2022 furono trasferiti 1.112.000 euro. Questa è stata, insieme a ottime campagne di comunicazione, la principale chiave della nostra crescita esponenziale: far leva sulla forza dei territori”.
“Le maggiori risorse quindi – sottolinea il senatore e tesoriere del partito – non vengono accumulate come un tesoretto, ma reinvestite in nuovi circoli, iniziative politiche su sanità, lavoro, istruzione e diritti, riapertura delle sedi, Feste dell’Unità, Giovani Democratici e Conferenza delle Donne Democratiche. In questi anni abbiamo rimesso risorse dove servono: nella presenza politica, nell’organizzazione
democratica, nel radicamento territoriale”.
Il bilancio 2025 del Partito democratico è stato il migliore negli ultimi quindici anni. Il rendiconto di esercizio presenta infatti un avanzo di 3,624 milioni di euro, dopo aver effettuato ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per 1,2 milioni, come si legge nella relazione firmata dal tesoriere Michele Fina. Nel documento si prevede che il prossimo esercizio, quello del 2026, sarà caratterizzato “dall’assenza di appuntamenti elettorali a carattere nazionale” e quindi, “stante le entrate previste e ipotizzate almeno pari a quelle del 2025, la gestione del 2026 dovrebbe essere caratterizzata da un avanzo che il partito destinerà alla campagna elettorale per le prossime elezioni politiche”. “Dal punto di vista della struttura interna – spiega Fina nella relazione -, continuerà l’interesse del Partito alla riduzione dell’organico, mettendo a disposizione risorse economiche per promuovere la fuoriuscita incentivata del personale dipendente”. Nella nota integrativa si legge che il Fondo incentivi all’esodo nel 2025 si è ridotto di poco più di 700mila euro per la risoluzione consensuale di 9 rapporti di lavoro “che hanno previsto l’erogazione di incentivi all’esodo”. Al 31 dicembre 2025 si registrava un organico di 91 lavoratori subordinati e 8 collaboratori, ma la nota integrativa specifica che “Nel corso del 2026 già risultano utilizzi del Fondo e il Partito è disposto a effettuare ulteriori accantonamenti per favorire la fuoriuscita dei dipendenti e la riduzione dell’organico”. Nel 2025 il Pd ha registrato proventi per 13,6 milioni di euro. La maggior parte, 10,5 milioni, dai contributi del 2xmille, “il valore più elevato incassato dall’introduzione di questo tipo di finanziamento”. Dai parlamentari sono arrivati 2,1 milioni (20mila euro dalla segretaria Elly Schlein), quasi 776mila dalle quote associative, quasi 152mila euro dalle erogazioni liberali di persone fisiche, e quasi 2mila euro da “altri proventi”.