“Il partito deve essere uno strumento
nelle mani delle persone, per cambiare la propria vita. E’
questa la ragione per cui servono circoli aperti, militanti,
luoghi dove partecipare e organizzarsi. Abbiamo scelto questa
strada: un partito radicato, capace di mobilitarsi al fianco di
chi rivendica diritti e risposte concrete e trasformare i
bisogni in azione politica”. Lo ha detto Michele Fina, tesoriere
nazionale del partito Democratico, intervenendo alla Festa
nazionale dell’Unita’ tematica “Intelligenze”, a Cagliari. “Dal
2023 le Feste dell’Unita’ sono passate da 200 a 550, grazie ad
almeno 80mila volontarie e volontari. Abbiamo rimesso in ordine
i conti nazionali investendo sui territori: oltre sette milioni
di euro nell’arco di tre anni, considerando anche il dato
previsto per quest’anno. Rafforzare il partito significa far
arrivare queste risorse fino ai circoli, dove ogni giorno si
tiene aperta una sede, si ascoltano le persone e si costruisce
partecipazione”, ha proseguito. “Anche nel PD abbiamo commesso
l’errore di pensare che il rapporto tra un leader e i suoi
follower potesse sostituire un partito organizzato e presente
nei territori. La comunicazione e’ fondamentale, ma nessuna
formula sostituisce la presenza, il rapporto diretto, la
capacita’ di guardare le persone negli occhi. Innovare significa
mettere anche i nuovi strumenti al servizio di questa forza
collettiva. I Giovani democratici, con le mobilitazioni sul caro
affitti e sui diritti degli studenti, indicano la strada:
cogliere cio’ che si muove nella societa’ e prendere
l’iniziativa. Un partito serve se sa capire, scegliere e
combattere per cambiare le cose”, ha concluso.


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