“E’ un ddl illiberale che limita in maniera irragionevole e
ingiustificata le prerogative dei parlamentari. Per questo
chiediamo che non proseguano i lavori”. E’ la richiesta che
ha avanzato il senatore Andrea Giorgis a nome del gruppo del
Pd illustrando la pregiudiziale sul ddl sul conflitto
d’interesse nella commissione Antimafia. “Come e’ emerso con
molta evidenza durante le audizioni – ha spiegato – il testo
appare in contrasto con diversi principi fondamentali.
Contrasta con il principio di generalita’, introducendo
misure ad personam o peggio contra personam; con il
principio di irretroattivita’, valendo anche per le cariche
ricoperte o per le attivita’ svolte in passato; con il
principio di determinatezza, poiche’ sono assenti gli
elementi costitutivi del conflitto di interessi ivi previsto
e, di conseguenza, la necessaria tipizzazione delle
fattispecie di conflitto”. Ma, “soprattutto – ha proseguito
– il ddl integra una violazione del fondamentale principio
della liberta’ del mandato parlamentare, di cui all’articolo
67 della Costituzione, e rimette alla maggioranza un potere
che dovrebbe essere affidato a un organo terzo o perlomeno a
un amplissimo accordo: il potere di decidere della
sussistenza di una situazione di conflitto di interesse, e
quindi il potere di escludere un componente dai lavori della
Commissione. Questa scelta – ha sottolineato – rende
evidente e conferma l’idea di democrazia da cui muovono il
governo Meloni e la maggioranza che lo sostiene: una
concezione profondamente illiberale, nella quale la
maggioranza non incontra limiti, ma puo’ tutto: una
concezione della democrazia assai poco democratica, che la
riforma del Premierato cosi come quella della magistratura
vorrebbero costituzionalizzare”.