Interrogazione al Ministro dell’interno
Nella giornata di sabato 24 ottobre si è svolta, anche nella città di Torino, una manifestazione contro il carovita e la guerra. Le forze di pubblica sicurezza hanno presidiato e successivamente chiuso gli accessi a Piazza Castello dove i manifestanti si erano riuniti. Risulta dagli organi di stampa e dalle testimonianze dei presenti – ivi comprese numerose testimonianze video – che un’automobile modello Citroen C3 di colore bianco abbia potuto circolare, e a velocità sostenuta e pericolosa, all’interno della stessa piazza Castello ove erano riuniti i manifestanti, senza essere prontamente fermata e identificata dalle forze di pubblica sicurezza presenti.
La circolazione di un’automobile all’interno di un’area pedonale nel corso di una manifestazione caratterizzata da consistente afflusso di persone e, peraltro, assoggettata a stringenti misure di mantenimento dell’ordine pubblico – quali il blocco degli accessi alla piazza– ha rappresentato un grave rischio per l’incolumità pubblica.
Per questo motivo il gruppo del Pd al Senato ha presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno, primi firmatari i senatori dem eletti in Piemonte Giorgis, Rossomando e Verducci, nella quale si chiede di sapere:
“se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti evocati in premessa e se possa chiarire le circostanze che hanno reso possibile il gravissimo accaduto;
se, in particolare, sia in grado di fornire dati sulla provenienza e sulla proprietà dell’automobile, nonché sulle ragioni della sua presenza in piazza; se possa, infine, dettagliare le azioni poste in essere dalle forze dell’ordine presenti in piazza Castello in relazione all’accaduto prima, durante e dopo il passaggio dell’automobile;
se prima della manifestazione siano state svolte attività informative e di valutazione del rischio su percorso, afflusso atteso e possibile presenza di veicoli in area pedonale, e con quali esiti;
quali siano state le risultanze delle valutazioni in sede di CPOSP;
se siano stati presi contatti preventivi con eventuali promotori noti per concordare modalità, durata e chiusura degli spazi, e quale ufficio li abbia condotti;
se l’ordinanza di ordine pubblico prevedesse funzionari con compiti di mediazione sul campo, un canale di comunicazione con i promotori in piazza e strategie di de-escalation;
se, e in che misura, siano state applicate le indicazioni del Dipartimento della pubblica sicurezza su safety e security nelle manifestazioni (barriere, varchi presidiati, mezzi di interdizione).