“Il ministro Piantedosi ha avuto l’ardire di dichiarare, nel corso di una trasmissione televisiva, che l’ottavo decreto sicurezza, emanato dal governo subito dopo i fatti del 17 ottobre, sarebbe stato determinante per arrestare il presunto ‘istigatore’ Youssef Sihar. Ebbene, il titolare del dicastero dell’Interno mente sapendo di mentire perché l’uomo poteva essere fermato a legislazione vigente e soprattutto, è ancora in arresto grazie alle norme previgenti rispetto a quest’ultimo provvedimento. Sulla vicenda di Sihar la giustizia farà il suo corso. Quel che risulta grave è la narrazione strumentale e la strategia repressiva che continua a proporre il governo. Trascurando inizialmente le reali emergenze denunciate da autotrasportatori e agricoltori, Meloni si è affrettata a convocare un Cdm straordinario per emanare un decreto che persevera nella mera introduzione di nuovi reati e innalzamento di pene. Il tutto mentre la destra proseguiva nella criminalizzazione dei manifestanti e del movimento degli studenti, senza distinguere troppo tra la stragrande maggioranza pacifica e i pochi facinorosi e soprattutto senza interrogarsi sulle ragioni del dissenso e del malcontento sociale. In altre parole, il governo Meloni non ha perso purtroppo l’occasione per riproporre l’ennesimo decreto di propaganda repressiva. Che non servirà a garantire più sicurezza o ad affrontare le questioni poste dai manifestanti, ma con tutta probabilità, come ha sottolineato il ministro Nordio, renderà purtroppo necessaria la costruzione di altre carceri minorili. Una propaganda che da un lato alimenta la paura e dall’altro serve a coprire la manifesta incapacità del governo di garantire davvero ordine pubblico e sicurezza, per i quali serve sì fermezza ma anche prevenzione e soprattutto servono competenze, equilibrio, senso dello Stato”. Lo dicono i senatori del Pd della Commissione Affari costituzionali Valeria Valente, Marco Meloni, Dario Parrini e Andrea Giorgis.


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