SENATORE Gotor, oggi Direzione Pd: tira aria di resa di conti?
«Lo vedremo. Già in passato diverse volte è stata alzata la tensione nei giorni precedenti la Direzione, paventando regolamenti di conti che poi, invece, non ci sono stati. Tra l`altro, da quando i Giovani Turchi
sono in maggioranza, i renziani hanno 1`80% dei voti in Direzione. Eppure gridano al lupo, al lupo….».
Renzi proporrà un documento su referendum istituzionale, amministrative e trivelle. Come voterà la minoranza?
«Consiglierei d`invertire l`ordine cronologico: prima c`è il referendum sulle trivelle, poi le comunali, poi il referendum sulle riforme a ottobre. Il tempo conta, in politica, più dei nostri desideri».
Partiamo: le trivelle. Vota sì?
«Voterò sì e soprattutto andrò a votare, un dovere civico. Un partito che si dice democratico dovrebbe favorire la partecipazione diretta, invece abbiamo appreso che il Pd si sarebbe astenuto da una comunicazione
dell`Agcom sugli spazi televisivi».
A giugno si vota in città chiave. Tiratela carretta al Pd o boicottate i candidati renziani?
«Siamo e saremo leali, il resto sono maldicenze di chi vuol dividere, in magistratura, ma la questione è e resta, anzitutto, politica».
Tornando al Pd: Letta attacca Renzi, Renzi attacca Letta…
«Enrico Letta ha posto questioni serie e la risposta, invece, non è stata all`altezza dei problemi sollevati. Il nostro Paese è cresciuto solo dello 0,1%, nell`ultimo trimestre e, ridotti gli incentivi, anche l`occupazione si è fermata. Cresciamo un po` ma molto meno di molti Paesi e arretriamo. Temo che la filosofia del `tutto va bene, madama la Marchesa`, l`atteggiamento da perenne `Mastrolindo` alla lunga non giovi né al Pd, né al governo né al Paese».
Renzi dice che «per non governare con Alfano e Verdini bastava vincere le elezioni…». Lei era uno dei più stretti collaboratori di Bersani: che cosa risponde?
«Che Renzi sta governando il Paese grazie a quel risultato che, per la prima volta, ha portato il Pd al governo e l`ha trasformato nel perno del sistema politico italiano. Vedremo cosa saprà fare chi verrà dopo. Ci vorrebbe più rispetto e più riconoscenza, ma lo stile è come il coraggio: se non lo hai, non te lo puoi dare. Riguardo a Verdini, il suo apporto non è politicamente necessario: è una scelta che viene da lontano. La stessa che porta Boschi senior a interloquire pour cause con Carboni».