“Abbiamo presentato
un’interrogazione urgente al ministro della Salute, Orazio
Schillaci, sull’emendamento approvato dalla maggioranza alla
Camera che introduce una corsia straordinaria per la
reiscrizione agli Albi dei professionisti sanitari radiati
per fatti connessi alla pandemia. E’ una scelta grave, che
non risponde ad alcuna necessita’ del Servizio sanitario
nazionale, ma alla volonta’ politica della destra di
riaprire e alimentare una battaglia ideologica sulle
decisioni assunte durante l’emergenza Covid”. Lo dichiara la
senatrice Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo del
Partito Democratico al Senato e prima firmataria
dell’interrogazione sottoscritta dai senatori del PD. “Non
esiste alcun vuoto normativo da colmare. L’ordinamento gia’
consente al professionista radiato di chiedere la
reiscrizione dopo cinque anni, affidando agli organi
competenti la valutazione dei presupposti. La maggioranza ha
invece scelto di introdurre una disciplina speciale e
derogatoria, una vera e propria sanatoria, intervenendo per
legge sugli effetti di provvedimenti disciplinari assunti
dagli Ordini professionali”, prosegue la senatrice Dem. “Le
preoccupazioni espresse dalla Fnomceo sono pienamente
fondate. Non siamo di fronte a una controversia corporativa,
ma a una questione che riguarda l’autonomia degli Ordini, la
tutela della deontologia professionale, la sicurezza delle
cure e la fiducia dei cittadini. Se la politica puo’
cancellare o aggirare le decisioni disciplinari ogni volta
che non coincidono con gli interessi della maggioranza, gli
Ordini vengono privati della loro funzione essenziale”,
sottolinea Lorenzin.
“Questa vicenda non riguarda
soltanto la sanatoria dei sanitari no vax radiati durante la
pandemia. Riguarda qualcosa di molto piu’ profondo. Oggi la
maggioranza interviene per riabilitare chi ha scelto di non
rispettare obblighi, prescrizioni e regole durante il Covid;
domani potrebbe intervenire su qualsiasi decisione assunta,
nel rispetto della deontologia medica e delle evidenze
scientifiche, che non piaccia al politico di turno”,
argomenta. “Se passa il principio che il Parlamento possa
riscrivere gli effetti delle decisioni disciplinari degli
Ordini professionali, si apre una pericolosa stagione di
interferenze politiche sulla medicina e sulla scienza. E’ il
modello che abbiamo visto affermarsi nell’America di Trump:
quando la scienza, le istituzioni indipendenti o gli
organismi professionali assumono decisioni sgradite al
potere politico, invece di rispettarne l’autonomia si cerca
di delegittimarli, condizionarli o aggirarli per legge”,
aggiunge Lorenzin. “Oggi il bersaglio sono i professionisti
radiati durante il Covid. Domani potrebbe essere qualsiasi
medico che, nel rispetto della deontologia, delle evidenze
scientifiche e del Codice professionale, assuma una
decisione sgradita al Governo o alla maggioranza di turno.
E’ un precedente che non riguarda il passato, ma il futuro
dell’autonomia delle professioni sanitarie nel nostro
Paese”, incalza la senatrice. “Per questo chiediamo al
ministro Schillaci di uscire dall’ambiguita’ e di spiegare
quali iniziative intenda adottare per difendere l’autonomia
degli Ordini e la loro responsabilita’ disciplinare. Come
puo’ il ministro della Salute permettere che il Governo, con
la mano destra, destrutturi la funzione primaria degli
Ordini professionali, svuotandone l’autonomia disciplinare,
mentre con la mano sinistra continua a declamarne
l’importanza nella tutela della deontologia, della qualita’
delle cure e della sicurezza dei cittadini? Non si possono
celebrare gli Ordini quando fanno comodo e commissariarne le
decisioni quando non piacciono alla maggioranza di turno”,
conclude Lorenzin.