“Dopo quattro anni di governo, Meloni chiude Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, senza affrontare i grandi problemi che pesano sul futuro dei giovani: salari bassi, precarietà, casa, università, ricerca, salute mentale, denatalità e fuga all’estero. Sceglie invece di indicare come nuovo nemico i bambini figli di immigrati che frequentano le nostre scuole”. Lo dice Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd.
“È una scelta politica precisa, che sposta il confronto sul terreno di Vannacci. Meloni non può non sapere che il suo annuncio non regge a un minuto di fact-checking. Dal 2010 esiste già un criterio ministeriale sulla presenza di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi, con deroghe legate alle competenze linguistiche e alle condizioni dei territori – prosegue Lorenzin -. Irrigidire ulteriormente quel criterio sarebbe in molti comuni e quartieri semplicemente inapplicabile. Dove non ci sono abbastanza bambini italiani, gli alunni figli di immigrati consentono di formare le classi e mantenere aperte le scuole. Le conseguenze sarebbero chiusura di plessi, trasferimenti, problemi di trasporto e danni alla continuità didattica e al benessere dei bambini. Tutto questo sembra non interessare alla premier. Solo propaganda intrisa di ostilità, nulla su inclusione, integrazione, ruolo educativo della scuola e bisogni di istituti, famiglie e servizi sociali”, incalza la senatrice dem.
“Da una festa intitolata al ‘tempo del coraggio’ sarebbe stato utile ascoltare risposte concrete. Frenare l’inarrestabile flusso di giovani italiani che cercano altrove il proprio futuro e rendere nuovamente attrattiva l’Italia dovrebbe essere una priorità. Meloni, invece, rincorre Vannacci e sceglie ancora una volta il bersaglio più debole: un bambino”, conclude Lorenzin.


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