“I dati pubblicati oggi da La Stampa
mostrano un fenomeno che non possiamo piu’ ignorare: la violenza
contro le donne non solo non diminuisce, ma si fa sempre piu’
giovane. Secondo i numeri di Telefono Rosa Piemonte e Di.Re,
nella fascia 16-29 anni si concentra ormai oltre il 16% degli
autori di violenza, spesso partner, ex partner o persino
fratelli”. Lo dice Beatrice Lorenzin, vice presidente dei
senatori Pd, in occasione della Giornata internazionale per
l’eliminazione della violenza contro le donne. “Siamo di fronte
a un allarme culturale profondo: c’e’ qualcosa che non funziona
nella capacita’ dei nostri ragazzi di costruire relazioni sane,
di gestire un rifiuto, di riconoscere i limiti e la liberta’
dell’altro. Non e’ la poverta’ materiale a generare violenza, ma
un modello culturale che la giustifica, la normalizza, la
trasmette come un’eredita’ velenosa”. Lorenzin sottolinea come
oggi abbiamo fatto passi importanti in avanti dal reato di
femminicidio alla legge sul consenso, ma dobbiamo avere
l’ambizione di fare di piu’: “Rinunciare all’educazione
all’affettivita’, al rispetto e alla parita’, e a percorsi di
educazione sessuale scientifica nelle scuole, e’ una follia. Se
vogliamo interrompere la spirale dell’odio, dobbiamo
intercettare le disfunzioni relazionali fin da bambini. La
prevenzione vera si fa nelle aule scolastiche, nelle famiglie,
nelle comunita’”. “La violenza maschile sulle donne non e’ un
destino ineluttabile. E’ una responsabilita’ collettiva. E la
Giornata del 25 novembre ci ricorda che non bastano indignazione
o slogan: serve un investimento educativo e culturale
strutturale, costante e condiviso. Dobbiamo agire ora – conclude
Lorenzin – per garantire ai nostri figli un futuro in cui
l’amore non significhi possesso e l’identita’ dell’altro non
venga mai trasformata in un terreno di dominio”.


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