“Ho appreso con sgomento che ANAS,
chiamata dal Tribunale di Nuoro a produrre la documentazione
tecnica sulla progettazione della Strada Statale 129 in Sardegna
e delle sue barriere di sicurezza, ha risposto di non
possederla. Parliamo della strada su cui, il giorno di Natale
del 2017, persero la vita Matteo e Francesco Pintor. E prima di
loro, Gianfranca Deiana, Massimo Uda e – purtroppo – tante altre
vittime. Che un ente che gestisce gran parte della rete stradale
italiana dichiari di non avere traccia di come ha realizzato le
proprie opere è davvero incredibile. Addurre, poi, come
motivazione un allagamento risalente agli anni Ottanta dei
locali della propria sede per giustificare un totale vuoto
documentale, è un affronto alle famiglie e alla giustizia. Di
quante strade non esiste documentazione progettuale? E se anche
fosse vero, è possibile che non si faccia nulla per
ricostruirla?
Sulla sicurezza di questa strada avevo già presentato
un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture. Alla luce di
questi fatti nuovi, tornerò a chiedere conto al Governo della
gestione documentale di ANAS e dello stato delle barriere sulla
rete nazionale. È proprio per casi come questo che serve una
legge che imponga il censimento obbligatorio dei dispositivi di
sicurezza stradale. In Italia, e ancor più in Sardegna, si
continua a morire sulle strade in proporzioni abnormi.
Trasformare il dolore in sicurezza, come ci insegna l’esperienza
della famiglia Pintor e dell’associazione #AdessoBasta, è la
vera risposta all’altezza del sacrificio di tante persone, e
chiama la politica alla sua responsabilità: dobbiamo lavorare
tutti – istituzioni a ogni livello, aziende responsabili e
cittadini – per migliorare la sicurezza della nostra rete
stradale e delle nostre infrastrutture di trasporto”.
Così in una nota il Senatore sardo del Partito Democratico
Marco Meloni.