”Il risultato di AfD in Germania è un
segnale che nessuno in Europa, Italia compresa, può permettersi di
ignorare. Quasi un elettore su due in Sassonia-Anhalt ha scelto
l’estrema destra che si autodefinisce xenofoba, e ‘neonazista col
sorriso’, come se ci possa essere un sorriso accanto all’orrore di
quell’ideologia. Un consenso di queste dimensioni, sebbene ottenuto in
un Land con una popolazione modesta, obbliga la politica a
interrogarsi sulle ragioni profonde che lo alimentano. Il disagio
economico, l’insicurezza, la sensazione di essere stati dimenticati,
di non essere ascoltati, il peso dei decenni vissuti sotto
l’oppressione comunista e soprattutto la paura di un futuro peggiore
sono domande reali a cui le forze democratiche e progressiste devono
tornare a dare risposte credibili. Quando non lo fanno, l’estrema
destra trova lo spazio per imporre le proprie: trasformare la paura in
rancore, la difficoltà in rabbia e l’altro in un nemico”. Così il
senatore del Pd, Marco MELONI, sui suoi profili social.
“Ma comprendere le ragioni di quel consenso non significa accettare o
normalizzare le risposte di AfD, e di partiti analoghi in giro per
l’Europa. Mentre in Germania Merz – che pure ha commesso un tragico
errore a spostarsi a destra nel tentativo di dimezzare il consenso a
AfD, coi risultati che vediamo – nonostante la sconfitta della CDU,
ribadisce orgogliosamente che non ci sarà alcuna collaborazione con
l’estrema destra, in Italia un vicepresidente del Consiglio, Matteo
Salvini, ne celebra il ‘clamoroso trionfo’ e indica in quel risultato
la strada verso ‘un’altra Europa possibile’, e la presidente del
Consiglio Giorgia MELONI tace, lasciando trapelare che i casi sono
imparagonabili, quasi che fosse in grado di conciliare
l’inconciliabile, la destra conservatrice e quella neonazista, o
neofascista. Quasi che il movimento neonazista e razzista di Roberto
Vannacci non esistesse”.
“Siamo di fronte a due idee di democrazia, di diritti, di Europa,
inconciliabili. Da una parte, la chiusura: il nazionalismo, il
razzismo, la legge del più forte, i legami con le autocrazie che
vogliono disarticolare dall’esterno l’UE; dall’altra, la società
aperta: la solidarietà, la democrazia, i diritti e la libertà delle
persone, una crescita capace di tenere insieme sviluppo economico e
coesione sociale. Noi vogliamo un’Europa che promuova la crescita,
integrando il mercato interno e condividendo spazi sempre maggiori di
sovranità; che protegga le persone, promuova l’uguaglianza e
garantisca i diritti. Una forza capace di imporre, in un mondo sempre
più affidato alla legge della giungla, il rispetto del diritto
internazionale, a garanzia della pace e della libertà dei popoli. La
scelta del Partito Democratico e delle forze di centrosinistra è
chiara. Quella della destra italiana, a partire da Giorgia MELONI e
dal suo partito, non lo è per niente, intrisa di ambiguità e
opportunismo. Sta a noi svelare questa ambiguità, dimostrare che non
scegliere è di per sé scegliere per la distruzione dell’Europa e della
nostra prosperità, che il suo disegno di galleggiamento è
incompatibile con gli interessi dell’Italia”.


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